Cristiano Balli
Ho accettato la candidatura propostami per il consiglio di quartiere n° 5 per il Partito Democratico.
Dopo anni di servizio nell’Azione Cattolica Italiana lascio l’incarico di segretario diocesano per candidarmi al consiglio di quartiere. E’ il momento di vivere e sperimentare con profondità la dimensione del servizio nella costruzione del bene comune.
Con la speranza del sogno… perché è necessario nell’impegno politico sperare anche oltre il contingente, per costruire relazioni solidali che si incontrano nei nostri territori ed edificano città più vivibili.
E’ il sogno di contribuire dal basso a rigenerare la politica, a partire dall’esperienza della amicizia civica, mettere la propria persona al servizio di un territorio e delle persone che lo vivono, specie le più deboli.
…nella fedeltà dell’impegno: è lo spendersi per ciascuna persona dentro la comunità civile affinché ognuno possa essere ascoltato e trovi in chi si occupa della cosa pubblica un referente che lo possa sollevare dalle proprie difficoltà.
E’ ragionare a partire dalle esigenze dei più deboli in una società che tende a omologare o a escludere le differenze. E’ costruire a partire dalla debolezza di ognuno una società più giusta e solidale.
Forse l’impegno che spero mi attenda nel consiglio di quartiere sarà una goccia nel grande mare della politica e della città, ma lo vorrei affrontare a partire da una visione alta della politica, che è costruzione di relazioni significative con ogni persona per costruire città solidali.
Persona e comunità saranno le stelle polari per il mio impegno.
Spero che molti di voi potranno quantomeno interessarsi e sostenere questa mia scelta di servizio.
Cristiano Balli
Ultimi Articoli scritti da Cristiano:
- 18 maggio 2009 – IL QUARTIERE 5 sarà il centro di Firenze!
Nei prossimi anni il nostro quartiere sarà teatro del più grande piano di investimenti che sia stato fatto nella nostra città da molti anni a questa parte.
Ci sono questioni e ferite aperte (termovalorizzatore, situazione dell’aeroporto, alta velocità ferroviaria, parco della piana, nuovo stadio, cittadella viola,…) e soprattutto la vita quotidiana di noi cittadini chiamati a convivere con un territorio in grandissima trasformazione.
A dire il vero anche all’interno del nostro partito ci sono idee e approcci differenti nonostante che il programma del partito sia noti a tutti i candidati sia per il sindaco che per il presidente della provincia.
Alcune cose sono già state addirittura cantierizzate e anche se in uno stile molto fiorentino ognuno di noi può avere una idea migliore, dobbiamo fare necessariamente i conti con dei dati di fatto.
Credo necessario però che occorra in ogni situazione salvare e tutelare un principio di metodo nella realizzazione di strutture, infrastrutture ed impianti
1 – coinvolgimento attivo del territorio attraverso il metodo dell’ascolto e della attenzione alle istanze che provengono da tante realtà auto organizzate (gruppi, movimenti, associazioni, comitati)
2 – far prevalere nella scelta la dimensione del servizio al bene della comunità: un’opera è importante se è davvero PUBBLICA e non occasione per interessi di aziende private
3 – non pensare solamente all’opera grande, ma sostenere tutta una serie di proposte accessorie che rendano più efficace la grande opera stessa (per esempio: raccolta differenziata per il termovalorizzatore, trasporto metropolitano su ferro per l’alta velocit
Alla fine oggi mettersi al servizio del bene comune è comprendere che un territorio ed i beni di cui esso dispone (acqua, aria, verde, ….) devono essere di alta qualità per tutti.
Su questa riflessione mi aspetto da voi tutti suggerimenti pratici e idee!
- 16 maggio 2009 – Ecco i volantini!
- 14 maggio 2009 – Il perchè di una scelta
Cari amici,
volevo sottoporvi alcune riflessioni rispetto alla mia candidatura, sollecitato dal momento politico e parlamentare attuale (ronde, respingimento degli stranieri, rischio di svolta autoritaria…) e da questo inizio di campagna elettorale che per me è una grande novità e per chiarire meglio lo slogan che ho scelto “ Con la Speranza del sogno… nella Fedeltà dell’ impegno”
Dovremmo a mio giudizio come democratici contrapporre all’ attuale modo di fare e soprattutto pensare la politica una diversa concezione che per brevità chiamerò personalista (pur senza riferirmi a una corrente filosofica particolare). In essa è centrale la relazione, il legame sociale (persona come «relazione sussistente»), perciò il rapporto io-altro, e l’idea fondamentale che l’io viene a se stesso soltanto nel rapporto con l’altro. Questa visione conta sulla politica come attività sintetica (o meglio: che persegue sintesi sempre provvisorie fra valori e interessi), sa che la democrazia è presa di parola che crea uno spazio comune, e perciò richiede la partecipazione dei cittadini alla formazione delle decisioni che riguardano la res-publica, cioè richiede cittadinanza attiva. Questa visione democratica sa in definitiva che non esistono vie di fuga individuali e si propone di coltivare la felicità di ognuno solo nella ricerca della felicità comune. D’altro lato la responsabilità per l’interesse comune si declina certamente a partire da un patrimonio etico. Non si tratta affatto di celare o mimetizzare i propri punti di partenza. Si tratta però, a partire da essi, di lavorare per enucleare – nel dialogo fra le diverse posizioni culturali, ideologiche, politiche in gioco in un Partito plurale – quei «punti comuni di ragione» (espressione di Lazzati), che rappresentino, nel concreto storico, il massimo di avanzamento umano possibile, ovvero che diano espressione effettiva al comune bene.
In questo senso chi vuol essere un nuovo membro di un nuovo partito non è colui che dichiara e/o richiama i propri valori, segnalando la loro distanza da una società che non li conosce o li rifiuta, e, al più, opera mediazioni per rendere meno negative leggi giudicate globalmente ingiuste. Questo approccio può naturalmente essere necessario in certe occasioni, ma non può esaurire l’idea di responsabilità politica e di costruzione del partito democratico. E’ per questo che credo nella necessità di un partito che sappia compiere queste scelte e soprattutto le sappia comunicare. Si può, anzi si deve, partire da un livello di base quartieri – comuni a trasmettere nell’ impegno feriale di stare con la gente con il metodo semplice ma , purtroppo fuori uso, dell’ ascolto e della proposta condivisa, specie in una città dove il motto Bartaliano “ l’è tutto sbagliato l’è tutto da rifare” pare essere sempre all’ ordine del giorno.
“La nostra città ed il nostro Quartiere 5 hanno bisogno di proposte civili, che non alimentino gli smarrimenti e le distanze, ma che ricuciano il tessuto; se la scelta è solo o principalmente quella di mettere in mostra potenza individuale facciamo una scelta non personalista, ma individualista: un partito come il PD deve differenziarsi soprattutto per la scelta di atteggiamenti che tengono come bussola di orientamento persona e comunità; ad esempio ci sono modi diversi per risolvere problemi angosciosi come la sicurezza, per via repressiva o isolazionistica, fino anche militare, o per via di animazione del territorio e della creazione di luoghi di incontro.
Concludendo bisogna vivere il ricordo delle nostre radici con la logica della diaspora (impegno, responsabilità, dialogo) e non con quella dell’esilio e del rimpianto per costruire insieme porzioni di città solidali ed a misura d’ uomo è questa la responsabilità che sento in questo momento.
Cristiano Balli
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- 13 maggio 2009 – Alcuni link interessanti
Vi vorrei segnalare alcuni siti su cui trovare interessanti riflessioni.
http://www.il-margine.it/rivista/index.php
La mia “bussola” politica si è formata anche attraverso queste riviste: IL MARGINE e APPUNTI
- 12 maggio 2009 – Caro immigrato mai arrivatoCaro immigrato mai arrivato,Ti scrivo perché voglio esprimere la mia solidarietà e quella di tanti italiani che non avrebbero voluto rispedirti a casa senza nemmeno ascoltarti e capire la tua storia. Siccome non sei una ballerina sud americana o una ballerina di night club o un calciatore famoso noi ti rimandiamo da dove sei venuto. Poco importa se scappi da una guerra, magari provocata o foraggiata da noi occidentali, poco importa se, prendi mogli e figli e con le ultime risorse che ti rimangono, affronti un viaggio che è quasi un ultima spiaggia, poco importata se capiti nelle mani di traghettatori senza scrupoli, noi non ti vogliamo. Siamo impegnati a difendere le nostre certezze, ci fai paura, abbiamo da difendere una classe dirigente che ha un patrimonio pari al PIL del tuo paese e comunque nonostante che tuoi fratelli fanno per noi il pane o costruiscono le nostre case, le nostre autostrade, le nostre ferrovie, pagando magari la pensione a molti dei nostri genitori, ti rispediamo a casa di nuovo in mano a coloro dai quali eri fuggito.Caro fratello chiedo perdono a te e al tuo popolo e sappi però che in questo paese, certo nella legalità, certo per un lavoro, c’è chi ha fame di giustizia anche per te ed è pronto ad accoglierti riconoscendo in te un compagno di strada.A presto.Cristiano Balli
donatella bon scrive,
Ha scritto maggio 23, 2009 @ 17:20
Cristiano ciao, mi scrivi a questo indirizzo per favore?
Dona
Massimo scrive,
Ha scritto giugno 4, 2009 @ 11:04
Ciao,
essendo un simpatizzante della “sinistra costituzionale”, abitando nel V.le Lavagnini (lato Mugnone) ed avendo avute le tue referenze da Nicolò Sbolci, prima darti la mia fiducia nel Q5 vorrei conoscere la tua (personale) posizione nei confronti del sottoattraversamento della TAV.
Saluti e, comunque, in bocca al lupo.
Massimo Perini
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PS – L’indirizzo che mi dato Nicolò non mi ha funzionato