Vota PD Scrivi Fratini

Archivio della categoria La mia squadra

29 Maggio alla Casina Rossa

Massimo e i compagni di strada: i politici che non ti aspetti!

Chi frequenta questo blog sa che non parlo di un gruppo rock, ma del nostro candidato al consiglio comunale e dei suoi sei amici, candidati ai cinque consigli di quartiere di Firenze.
Venerdi 29 maggio si è tenuto il previsto incontro fra loro e noi: alla Casina Rossa, una maratona dalle 18 alle 24, alla quale sono riuscito a dedicare solo le ultime ore. Voglio raccontare le mie impressioni a beneficio di quei pochi che non c’erano.
Arrivo dopo le 21 e m’imbatto in una scena che dell’incontro politico non ha né l’aspetto, né l’odore: aspetto e odore sono piuttosto quelli di una festa nella casa di campagna di un amico, nel suo momento clou, la mangiata. In piedi, un piatto di plastica ripieno di pastasciutta in una mano, una forchetta nell’altra, la bocca che si alterna fra le sue funzioni classiche di mangiare e parlare, anzi di degustare e conversare. Una mirabile esperienza di democrazia gastronomica: i candidati che mangiano, gli elettori che mangiano, gli amici dai volti più noti, come Lapo Pistelli o Alessandro Martini, che mangiano, e tutti che si mostrano a loro completo agio. Gli unici un po’ a disagio siamo noi, appena arrivati e già cenati: senza piatto e senza forchetta, con la bocca a tempo pieno per parlare, abbiamo il vantaggio di poter sostenere due conversazioni contemporaneamente e rimetterci in pari coi saluti.
Dopo la pasta, offerta dai padroni di casa, i secondi e i dolci, portati un po’ da tutti, la cena si conclude e l’allegra brigata riprende a parlare di “cose serie”, senza che il bel clima di amicizia e leggerezza abbia minimamente a risentirne.
Penso che è arrivato il tempo delle parole ed alzo la guardia, perché ho imparato da tempo che dei politici bisogna diffidare sempre, ma soprattutto quando parlano, e soprattutto in campagna elettorale. Sono spiazzato ancora una volta. Nessuno che fa l’elenco delle cose da fare nei suoi primi 100 giorni, nessuno che legge la lista delle promesse. Eppure certe cose che vengonio dette, mi colpiscono, forse per la loro irritualità, o forse perché traspare che non sono state pensate per l’occasione, ma appartengono a un modo di pensare e di vivere che viene da lontano, che forse hanno trovato spazio in campi d’impegno diversi dalla politica. Ne cito qualcuna a memoria, scusandomi per quelle omesse o dimenticate, altrettanto significative.
Balli: primo impegno che assumo è quello di ascoltare; a chi mi domanda se potrà telefonarmi una volta eletto, rispondo che è l’unico modo che conosco per aiutarmi a far bene il mio servizio. Bon: al centro del mio lavoro ci sono le persone e, fra le persone, quelle in difficoltà prima delle altre; prendiamo la mobilità: le mie priorità sono i pedoni con disabilità, poi i pedoni, poi i ciclisti, e via così; alla fine le auto e gli autocarri, eventualmente con regole e limitazioni.
Ceccarelli (presidente uscente quartiere 3): quel che ho imparato in questi anni è che non si deve mai lasciare le persone senza risposta; non si potrà dire sempre di si, ma un no argomentato può essere accettato e apprezzato, la non risposta mai.
Fratini: ci rivedremo qui l’11 giugno e faremo un calendario degli incontri successivi fino a fine anno; chi di noi sarà eletto renderà conto del lavoro svolto e ascolterà le vostre domande; concorderemo i temi da mettere all’ordine del giorno e ne discuteremo insieme, magari con l’aiuto di qualche esperto in materia.
Tornando a casa mi è capitato di pensare che la Politica (P maiuscola) può essere davvero la forma più alta di carità, come diceva Paolo VI, se i politici hanno il cuore di Massimo e dei suoi compagni di strada.

Marco, 1 giugno 2009