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	<title>Non più muri ma ponti &#187; L&#8217;Italia s&#8217;è destra</title>
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	<description>Il blog di Massimo Fratini</description>
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		<title>Le elezioni del 13/14 aprile- Il parere di Lapo Pistelli</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 22:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Italia s'è destra]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; di LAPO PISTELLI Cari amici so che ne avrete già lette molte ma mi sentirei in un colpevole silenzio se non condividessi con voi una sommaria analisi del voto, una prima riflessione su ciò che è accaduto domenica e lunedì scorsi. Tanto più che, proprio nei giorni immediatamente precedenti al voto, molte sono state [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" align="right"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"><span style="font-size: medium;"> &#8211; di LAPO PISTELLI</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'">Cari amici </span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'">so che ne avrete già lette molte ma mi sentirei in un colpevole silenzio se non condividessi con voi una sommaria analisi del voto, una prima riflessione su ciò che è accaduto domenica e lunedì scorsi. Tanto più che, proprio nei giorni immediatamente precedenti al voto, molte sono state le sollecitazioni ad uno sforzo ulteriore che davano ad intendere di una rimonta possibile, persino di un sorpasso.</span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"> </span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"></span><span>Una valutazione di sistema – Sia nel 2001 che nel 2006, con sistemi elettorali diversi, la vittoria della <strong>Casa della Libertà</strong> e poi quella dell’Unione erano avvenute con maggioranze di voto popolare assai risicate, un fotofinish quella del 2006. </span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'">Il PdL ha vinto invece stavolta con largo margine (circa tre milioni di voti) e questo consegna una solida maggioranza in entrambe le Camere, nonostante le bizzarrie del premio di maggioranza regionale al Senato. </span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"></span></p>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"><span id="more-46"></span>Cade ogni alibi usato in precedenza sui ricatti di maggioranza, sul peso dei propri alleati, la litania sul “non mi hanno lasciato lavorare”: la destra al governo dimostrerà ora la coerenza delle proprie promesse e il valore dei propri ministri.</span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"></span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'">Per quanto sia ovvio che avrei preferito un vincitore diverso, intendo dire che per la governabilità e il principio di responsabilità politica questo risultato è migliore di un pareggio: un altro periodo di stallo e di palude avrebbe messo in ginocchio il sistema Paese ancor più di qualsiasi cosa possa accadere con le decisioni del terzo governo Berlusconi.</span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'">Il paesaggio politico ne esce comunque trasformato sia nel centro sinistra che nella destra, semplificato &#8211; come aveva auspicato il <strong>PD –</strong> e imperniato su una tendenza bipartitica che anche l’improvvisato progetto del PdL dovrà adesso assecondare.</span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"></span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'">Colpisce negativamente che dal 1994 nessun governo sia stato riconfermato alla elezione successiva, quasi che la democrazia dell’alternanza sia intesa nel nostro Paese come un ricambio scontato e meccanico fra maggioranza e opposizione, che sia impossibile dare vita a quei cicli di 8, 10 anni che hanno segnato grandi trasformazioni di Paesi come la Spagna, la Gran Bretagna, la Francia, la Germania. </span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"> </span></span></p>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'">Certo… non lavoreremo perché sia l’on. Berlusconi a inaugurare il primo di questi cicli lunghi !</span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"> </span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"></span><span>Sondaggi e bugie – </span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span>iuro che nessuno di noi ha pensato di farsi beffe di militanti e cittadini trasmettendo falsi dati e suscitando speranze con i sondaggi diffusi nei giorni precedenti. Come è stato confermato nella differenza fra il primo exit poll del lunedì e le proiezioni reali di qualche ora dopo, i nostri connazionali non amano rispondere o dire la verità agli istituti demoscopici: molti elettori di destra si dichiarano indecisi pur avendo deciso da tempo, molti altri alterano perfino il loro voto quando lo devono ripetere fuori dal seggio per contribuire all’exit poll. C’è una maggioranza silenziosa e, lo scopriamo ora, anche un po’ diffidente e bugiarda verso le indagini elettorali.</span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"> </span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"></span><span>Un deserto da attraversare – </span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span> presto per dare attendibilità alle prime sommarie analisi sui flussi elettorali che è stato possibile leggere. La mia personalissima impressione è che siamo davanti ad una generale trasfusione da sinistra verso destra, con vasi comunicanti che si sono scambiati consenso: dalla sinistra arcobaleno al <strong>Pd, dal Pd all’Udc, dall’Udc al Pdl, dal Pdl alla Lega, da An alla Destra.</strong> Una torsione verso destra dell’intero Paese cui va aggiunta una tendenza a premiare i partiti percepiti come più concreti e anti-politici a danno di quelli più marcatamene ideologici: crolla la sinistra arcobaleno che cede consenso diretto all’IdV e alla Lega, che a sua volta riequilibra il rapporto di forze al nord con il PdL.</span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span></span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'">Certo è – e questa è l’unica cosa solida su cui riflettere – che Berlusconi dopo 15 anni ha forgiato a propria immagine e somiglianza un blocco sociale e politico compatto e maggioritario e che non basterà il nostro parlare al cuore e alla testa del Paese per scalfirlo e scomporlo. Il disincanto verso la politica ha premiato più le parole e le gaffes del grande venditore che il messaggio di speranza e di futuro del Pd. Fa male al cuore ma è così ed è su questo che dovremo lavorare per proseguire il nostro impegno.</span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"> </span><span>Il Partito Democratico – </span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span>Fra le parole della vecchia politica da buttare via ci sono anche i pepati e infondati pezzi giornalistici di retroscena che hanno indugiato sulle possibili divisioni del gruppo dirigente dopo la sconfitta.</span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'">Chi ha fatto la campagna elettorale sa da dove siamo partiti, da quale livello di consenso e di organizzazione, sa quale entusiasmo abbiamo incontrato, quali disponibilità nuove si sono manifestate. Nella sola giornata di martedì sono arrivate al Loft circa 40.000 mail e oltre 150.000 sms (ad un numero ad hoc che era stato predisposto) che chiedono di andare avanti, di non disarmare. Il PD riparte dal quasi 34%, un patrimonio da investire in un progetto che ha dalla propria parte un vantaggio rispetto a Berlusconi: il tempo, un gruppo dirigente ed una generazione più fresca.</span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"> </span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"></span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'">Attendo le vostre riflessioni. Scrivetemi a <a href="mailto:info@lapopistelli.it">info@lapopistelli.it</a></span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"> </span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'">Per i fiorentini, segnalo due appuntamenti.</span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"><span>-<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal"><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"><span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal"><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"><strong>il Partito Democratico commenterà il voto – lusinghiero per il partito regionale e locale -<span> </span>a </strong></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"><strong>Firenze il 6 maggio alle 21 (luogo da definire).</strong> </span></span></p>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'">Lo farà con l’ausilio di un grande amico personale, il prof <strong>Roberto D’Alimonte</strong>, editorialista del Sole 24 ore e acuto saggista, che due ore dopo la chiusura dei seggi aveva già indicato con chiarezza la soglia dei 175 seggi di maggioranza al Senato che poi si sono rivelati.</span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"><span>-<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal"><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"><span></span></span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'">Con gli amici di sempre e con chi vorrà unirsi, ci troveremo invece a proseguire l’analisi </span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'">alla Sala della Compagnia, in Via di Soffiano </span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'">, <strong>lunedì 19 maggio alle </strong><strong>21</strong><span style="font-weight: normal"><strong>.</strong> </span></span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"><span style="font-weight: normal">A</span><span style="font-weight: normal"> commentare il voto e le prime mosse del nascituro governo (sarà passato quasi un mese dal voto a quel momento) ci faranno compagnia un parlamentare del PD del Nord Italia ed uno del Sud ed un ex collega della sinistra arcobaleno: un modo per allargare i nostri orizzonti.</span></span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"> </span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'">Un abbraccio a tutti.</span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"></span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"><em>Lapo</em></span></span></p>
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		<title>IL PARERE DI NICOLO&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 20:31:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Italia s'è destra]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo qualche ora di meditazione e analisi dei risultati elettorali, condivido alcune riflessioni sul significato del voto di domenica e lunedì. Per la quinta volta in 15 anni, circa 10 milioni di italiani hanno chiesto a Silvio Berlusconi di guidare il paese. Credo sia giunto il momento di finirla con il ritornello autocommiserevole ed indignato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo qualche ora di meditazione e analisi dei risultati elettorali, condivido alcune riflessioni sul significato del voto di domenica e lunedì.</p>
<ol style="margin-top: 0cm" type="1">
<li>Per la quinta volta in 15 anni, circa 10 milioni di italiani hanno chiesto a Silvio Berlusconi di guidare il paese. Credo sia giunto il momento di finirla con il ritornello autocommiserevole ed indignato “ma che popolo di stupidi che siamo” che sento ripetere da molti in queste ore. La scelta di affidarsi al leader del PdL non è niente di più e niente di meno che lo specchio fedele dell’Italia di oggi. In questo senso, è semplicemente irrazionale e tafazzista consolarsi dicendo che gli Italiani non capiscono nulla e sono lobotomizzati dalla televisione. Invece, chiediamoci perché da 15 anni Berlusconi sia l’unico esponente politico che riesce a intercettare desideri e consensi degli Italiani.</li>
</ol>
<p><span id="more-32"></span></p>
<ol style="margin-top: 0cm" type="1"></ol>
<p>Ecco qualche spunto in tal senso:</p>
<blockquote></blockquote>
<div align="justify">
<ul>
<li> La logica di proporre la delega in bianco all’uomo carismatico e vincente è più attraente del chiedere a una popolazione vessata da decenni di disequazione tra trasse e servizi di credere ancora ad uno Stato da costruire insieme, rinunciando ciascuno a qualcosa a vantaggio della collettività.</li>
</ul>
</div>
<blockquote></blockquote>
<blockquote></blockquote>
<div align="justify">
<ul>
<li>Le coalizioni guidate dal Cav. sono in genere caratterizzate da un pensiero debole: se il PD è stato definito da più parti (anche con una certa protervia intellettuale) partito “post-ideologico”, Forza Italia/PdL sono partiti “anti-ideologici”, e proprio per questo piacciono alle casalinghe siciliane e agli imprenditori lombardi. Quel poco di ideologico che c’era nel centro-destra è stato espulso (Casini) o fagocitato (AN).</li>
</ul>
</div>
<blockquote></blockquote>
<blockquote></blockquote>
<div align="justify">
<ul>
<li>Gli Italiani sono sostanzialmente e irrimediabilmente NON di sinistra. Il che non significa essere di destra, perché la realtà è che chi vota e fa vincere SB spesso non ha neppure idea di cosa significhi essere di destra. Semplicemente sono capaci di definirsi politicamente solo per negazione, e sparita la DC e con essa il naso tappato di Montanelli il loro voto è andato univocamente nella direzione non di sinistra.</li>
</ul>
</div>
<blockquote>
<blockquote>
<div align="justify"></div>
</blockquote>
</blockquote>
<ol>
<li>Confrontando i risultati del 2006 con quelli di oggi (sono passati solo due anni, un tempo decisamente breve) si possono poi fare alcune considerazioni:</li>
</ol>
<div align="justify">
<blockquote>
<blockquote></blockquote>
<ul>
<li>Berlusconi e Fini non hanno aumentato il loro consenso in modo particolare. Hanno spostato qualcosa in qualche regione del sud, ma quello che ha fatto stravincere la coalizione è stato il raddoppio di consensi della Leganord: a questo proposito, so di ragazzi di 18/20 anni di Firenze che hanno scelto questo partito per il loro primo voto politico proprio perché esso rappresenta l’unica voce chiara e forte a favore del manganellismo e dell’allofobia.</li>
</ul>
<blockquote></blockquote>
</blockquote>
<blockquote>
<blockquote></blockquote>
<ul>
<li>Lo stesso discorso apparentemente vale per il PD, che bene o male conferma il dato dell”Ulivo” del 2006. Qui la novità importante è la scomparsa politica dell’area post-comunista. Sono “scomparsi” 2,5 milioni di elettori. Non credo affatto all’astensionismo di sinistra per mancanza di adeguata rappresentanza politica, credo invece che l’elettorato di sinistra abbia giudicato imbarazzante il comportamento dei propri leader nella scorsa legislatura ed abbia scelto un partito con vocazione di governo. Questo significa, se la matematica non è un opinione, che il PD ha completamente fallito al centro. I cattolici non hanno votato PD, preferendo il confortante simbolo crociato o l’altrettanto confortante (vedi sopra) delega in bianco.</li>
</ul>
<blockquote></blockquote>
</blockquote>
</div>
<div align="justify">
<ol start="3" style="margin-top: 0cm" type="1">
<li>Mi chiedo in queste ore se noi del PD potevamo fare di più. La risposta è sì. Ero e resto convinto che quella di Veltroni rappresentasse la proposta politica più appetibile e condivisibile, per forma e contenuti, di questa campagna elettorale, e se “solo” un italiano su 3 l’ha capito la colpa è di chi non è stato capace di veicolarla. Alla fine, bastava leggere i programmi per capire la serietà, la lungimiranza e la modernità del progetto politico del PD e per convincersi a dargli almeno una possibilità.</li>
</ol>
</div>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt 35.4pt; text-align: justify" class="MsoNormal" align="justify">È mancata la capacità, anche per una oggettiva questione di tempo, di radicarsi tra la gente, di affrancarsi dall’immagine di “minestra riscaldata” che ci portiamo dietro e su cui il “principale esponente” ha giustamente calcato la mano. Per esperienza personale di questi mesi vissuti da “militante” posso dire che chi si è avvicinato al neonato PD, ai suoi circoli, ai suoi alle volte faticosi meccanismi di partecipazione diretta, anche solo per vivere da osservatoreuna riunione in cui non capiva quasi nulla, nella quasi totalità dei casi si è convinto della bontà del progetto non per la stima verso WV, Bindi o D’Alema ma per l’aria che ha respirato in prima persona. È il contrario della delega in bianco, e funziona solo se la gente è chiamata a partecipare davvero.</p>
<p>Mi chiedo quanto, nelle regioni in cui il PD ha fallito (ma in cui allo stesso aveva un compito ben più ostico di quello che avessimo noi in Toscana), questo meccanismo abbia ingranato davvero, o quanto invece il PD sia stato sentito dalle persone come un partito  “romano”, lontano dai problemi locali, come l’ennesimo modo di riempire le liste magari con uno stile un po’ più accattivante di quello proposto da Romano Prodi due anni fa.</p>
<ol start="4" style="margin-top: 0cm" type="1">
<li>Infine, una breve riflessione sulla nuova conformazione parlamentare. Le urne ci lasciano due Camere terremotate, in cui sono scomparsi decine di gruppi parlamentari a favore di un bipolarismo fortemente tendente al bipartitismo secondo me più subìto che voluto dagli Italiani. A livello di efficienza parlamentare questo dato può indubbiamente avere aspetti positivi, come molti hanno già avuto modo di rilevare. Quel che sorprende e interroga è vedere sbiadita nel panorama parlamentare odierno la contrapposizione storica destra-sinistra, categorie che quasi non hanno più significato – per come lo abbiamo fino a qui inteso – non solo a livello ideologico ma neppure a livello politico. La geografia parlamentare che si sta delineando sembra piuttosto essere radiale, con formazioni moderate al “centro del cerchio” (PD, PDL, UDC) e formazioni più estremiste nei toni e nei contenuti al “bordo del cerchio” (Lega, IDV).</li>
</ol>
<p>Sono stati spazzati via 100 (cento) parlamentari di sinistra a favore di uomini di DiPietro e di Bossi, che senza entrare nel dettaglio propongono un’idea completamente diversa dell’agire politico, a prescindere dalle singole posizioni.</p>
<p>In Senato avremo due partiti “maggioritari”, da 35-40%, un partito che sopravvive come ultimo baluardo delle concezioni politiche della prima repubblica e due “movimenti” nati come risposta estemporanea ad un problema sorto nel paese in modo circoscritto nello spazio (Lega per l’insoddisfazione del nord) o nel tempo (IDV per lo sdegno post manipulite).</p>
<p>Credo che sia corretto che una formazione politica che raggiunge a stento il 3 percento non debba essere rappresentata in Parlamento, ma sono anche convinto che esista nel concreto un’Italia di sinistra “radicale” dalla grande vitalità, costruttiva e creativa, che da oggi faticherà a individuare un proprio referente politico nelle istituzioni nazionali. Senza evocare i fantasmi della sinistra extraparlamentare degli anni 70, è un problema di cui dovremo farci carico negli anni che verranno.</p>
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		</item>
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		<title>INTRODUZIONE DELLA DISCUSSIONE</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 08:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Italia s'è destra]]></category>

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		<description><![CDATA[RIPORTO QUANTO HO SCRITTO IN FRAMMENTI 19  COSA E’ SUCCESSO IL 13 E 14 APRILE? Dunque: Berlusconi ha 100 seggi in più alla Camera e 41 al Senato . Può governare senza remore o paure. Possono addirittura “turnificarsi” le ferie senza incidere sui lavori parlamentari. Ci aspettano 5 anni dove governerà la destra e dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>RIPORTO QUANTO HO SCRITTO IN FRAMMENTI 19 </strong></p>
<p><strong><u>COSA E’ SUCCESSO IL 13 E 14 APRILE?</u></strong></p>
<p align="justify">Dunque: Berlusconi ha 100 seggi in più alla Camera e 41 al Senato . Può governare senza remore o paure. Possono addirittura “turnificarsi” le ferie senza incidere sui lavori parlamentari. Ci aspettano 5 anni dove governerà la destra e dove la sinistra è e sarà extraparlamentare.</p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify">Fra le tante argomentazioni circolate in questi giorni ne propongo tre:</p>
<div align="justify"></div>
<ul>
<li>Contrariamente al sentore di molti, sono convinto che Berlusconi lavorerà benissimo. Farà le grandi opere, rinnoverà ancora la scuola, farà grandi riforme, ridurrà le tasse, concederà un po’ di federalismo fiscale alla Lega e non farà più condoni. Ma a quale prezzo? I ricchi, la grande finanza allungheranno le mani su tutto quello che si potrà comprare: autostrade, caserme, Alitalia, Trenitalia ecc….. il precariato aumenterà, il pluralismo nei mass media sparirà. Pagheremo a caro prezzo il non aver messo mano alla risoluzione del conflitto di interessi nella passata legislatura. Non ci sarà più una politica solidale, ma la buona coscienza del ricco concederà “elemosine” al povero. Non si potrà più parlare di ricerca del bene comune ma di salvaguardia di interessi di parte. Come potrà il Nord (danaroso e arrogante) farsi carico dello sviluppo di tutto il paese? Non potrà servire due padroni.</li>
<li>La sinistra non ha più riferimenti istituzionali. E’ ritornata “clandestina”, extraparlamentare. Non si vede all’orizzonte alcun leader in grado di unificare e pianificare una coerente azione di rilancio. C’è il rischio di ritornare alla lotta di classe. Nei prossimi 5 anni i lavoratori precari aumenteranno, le famiglie povere saranno sempre più povere, le pensioni più misere, i salari erosi dall’inflazione. Ci aspetta una stagione piena di tensioni sociali e di aspri scontri nella società. Chi potrà dar voce ai miseri, agli sfruttati, alle classi meno abbienti?</li>
</ul>
<p><span id="more-35"></span></p>
<ul>
<li>Oggi il Partito Democratico è l’unico che può proporre efficacemente una politica che si faccia carico delle gioie, delle speranze delle tristezze e delle angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono. Se il PD non riuscirà in questa impresa, il prezzo da pagare sarà molto alto. La mia generazione ha vissuto l’era del terrorismo. Le Brigate Rosse hanno avuto un fertile terreno di coltura proprio quando il mondo della sinistra non è stato più capace di rappresentare le istanze dei più deboli, degli operai, di coloro che non arrivavano alla fine del mese. Allora mi permetto di sottolineare con forza: RIPARTIRE DAGLI ULTIMI, CAMMINARE CON IL PASSO DI CHI NON CE LA FA. Deve essere questa la nostra impostazione di fondo. Se non lo facciamo noi, nessuno lo potrà fare. Ripartiamo da La Pira e rimettiamo al centro della nostra azione politica, “le attese della povera gente”.</li>
<li>Dobbiamo essere consapevoli che Veltroni ha inaugurato una stagione politica dalla portata storica. Con il PD si è cambiato completamente rotta, si è definitivamente chiuso con il vecchio modo di fare politica. Si è scelto di lavorare per l’unità e si è fatto del “lavorare insieme” il segno e lo strumento dell’azione politica a tutti i livelli. Cercare sempre prima ciò che unisce piuttosto che inasprire le contese, è davvero uno stile rivoluzionario per questo paese. Non più guerra furibonda al nemico, ma tolleranza, rispetto, fiera affermazione delle proprie idee. Oggi ho sentito Bonaiuti che candidamente riconosceva al PD la grande voglia di collaborare che ha riscontrato nell’opposizione, cosa che –diceva- noi non abbiamo avuto. Credo che il “buonismo” di Veltroni non sia (non deve essere) debolezza o inconsistenza, ma anche qui emerge la voglia di intessere rapporti, di scoprire insieme agli altri la strada per uscirne.</li>
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<p align="justify">No, non credo che i “pacatamente, sommessamente” di crozziana memoria siano stati solo una strategia elettorale</p>
<p align="justify">Massimo Fratini</p>
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