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Le elezioni del 13/14 aprile- Il parere di Lapo Pistelli

– di LAPO PISTELLI

Cari amici so che ne avrete già lette molte ma mi sentirei in un colpevole silenzio se non condividessi con voi una sommaria analisi del voto, una prima riflessione su ciò che è accaduto domenica e lunedì scorsi. Tanto più che, proprio nei giorni immediatamente precedenti al voto, molte sono state le sollecitazioni ad uno sforzo ulteriore che davano ad intendere di una rimonta possibile, persino di un sorpasso. Una valutazione di sistema – Sia nel 2001 che nel 2006, con sistemi elettorali diversi, la vittoria della Casa della Libertà e poi quella dell’Unione erano avvenute con maggioranze di voto popolare assai risicate, un fotofinish quella del 2006. Il PdL ha vinto invece stavolta con largo margine (circa tre milioni di voti) e questo consegna una solida maggioranza in entrambe le Camere, nonostante le bizzarrie del premio di maggioranza regionale al Senato.

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IL PARERE DI NICOLO’

Dopo qualche ora di meditazione e analisi dei risultati elettorali, condivido alcune riflessioni sul significato del voto di domenica e lunedì.

  1. Per la quinta volta in 15 anni, circa 10 milioni di italiani hanno chiesto a Silvio Berlusconi di guidare il paese. Credo sia giunto il momento di finirla con il ritornello autocommiserevole ed indignato “ma che popolo di stupidi che siamo” che sento ripetere da molti in queste ore. La scelta di affidarsi al leader del PdL non è niente di più e niente di meno che lo specchio fedele dell’Italia di oggi. In questo senso, è semplicemente irrazionale e tafazzista consolarsi dicendo che gli Italiani non capiscono nulla e sono lobotomizzati dalla televisione. Invece, chiediamoci perché da 15 anni Berlusconi sia l’unico esponente politico che riesce a intercettare desideri e consensi degli Italiani.

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INTRODUZIONE DELLA DISCUSSIONE

RIPORTO QUANTO HO SCRITTO IN FRAMMENTI 19 

COSA E’ SUCCESSO IL 13 E 14 APRILE?

Dunque: Berlusconi ha 100 seggi in più alla Camera e 41 al Senato . Può governare senza remore o paure. Possono addirittura “turnificarsi” le ferie senza incidere sui lavori parlamentari. Ci aspettano 5 anni dove governerà la destra e dove la sinistra è e sarà extraparlamentare.

Fra le tante argomentazioni circolate in questi giorni ne propongo tre:

  • Contrariamente al sentore di molti, sono convinto che Berlusconi lavorerà benissimo. Farà le grandi opere, rinnoverà ancora la scuola, farà grandi riforme, ridurrà le tasse, concederà un po’ di federalismo fiscale alla Lega e non farà più condoni. Ma a quale prezzo? I ricchi, la grande finanza allungheranno le mani su tutto quello che si potrà comprare: autostrade, caserme, Alitalia, Trenitalia ecc….. il precariato aumenterà, il pluralismo nei mass media sparirà. Pagheremo a caro prezzo il non aver messo mano alla risoluzione del conflitto di interessi nella passata legislatura. Non ci sarà più una politica solidale, ma la buona coscienza del ricco concederà “elemosine” al povero. Non si potrà più parlare di ricerca del bene comune ma di salvaguardia di interessi di parte. Come potrà il Nord (danaroso e arrogante) farsi carico dello sviluppo di tutto il paese? Non potrà servire due padroni.
  • La sinistra non ha più riferimenti istituzionali. E’ ritornata “clandestina”, extraparlamentare. Non si vede all’orizzonte alcun leader in grado di unificare e pianificare una coerente azione di rilancio. C’è il rischio di ritornare alla lotta di classe. Nei prossimi 5 anni i lavoratori precari aumenteranno, le famiglie povere saranno sempre più povere, le pensioni più misere, i salari erosi dall’inflazione. Ci aspetta una stagione piena di tensioni sociali e di aspri scontri nella società. Chi potrà dar voce ai miseri, agli sfruttati, alle classi meno abbienti?

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