5 giu, 2009
- di Massimo Fratini
Il mio caro amico Andrea Guarducci (candidato Pd al comune di Sesto Fiorentino) mi ha scritto una lettera che riporto in parte. Ho trovato particolarmente stimolante pensare all’accostamento fra mandato amministrativo e scuola elementare. Stesso periodo: 5 anni!
In 5 anni si comincia, si cresce, ci si consolida, ci si apre alle sfide della vita……..
Ve lo lascio come riflessione e augurio per tutta la nostra squadra.
Stanotte ho letto il libro scritto dalla classe V sez C della Scuola Primaria Luigi Bertelli detto Vamba dal titolo “Chi trova il cerchio magico trova un tesoro – Esperienze laboriose di letture ed emozioni – Progetti speciali per bambini speciali……………….
“…….Per noi, lo diciamo dopo cinque anni, vivere quest’esperienza è stato come costruire una casa, ognuno di noi portava i suoi mattoni e la costruzione veniva su pensandola insieme; è stato come preparare una buona torta, ognuno portava il suo ingrediente e cucinavamo insieme; è stato come realizzare un tappeto, ognuno è un filo, insieme formiamo un disegno, quando arriva qualche compagno od insegnante nuovo si aggiunge un filo, ed il disegno cresce; non è un tappeto qualunque, è un tappeto volante, perché leggere è come viaggiare con il cuore e con la fantasia, per fare scoperte e per incontrare nuove persone.
La casa non è finita e la torta non è mai completa, il tappeto volante è pronto ad allargarsi e a fare viaggi sempre nuovi, perché quest’esperienza, se vissuta bene, inizia, ritorna, riparte, ma non finisce mai.
Il nostro cerchio è un po’ come i cerchi formati sulla superficie dell’acqua da un sasso gettato in un lago, da uno piccolo se ne formano altri sempre più grandi e nessuno sa quanto si allargheranno…”
Questi sono i pensieri di bambini speciali che hanno fatto scuola da una maestra speciale, bambini di una scuola di periferia, di una classe composta per metà da stranieri, ma che hanno incontrato qualcosa di strano oggi!
Hanno incontrato l’impegno e la passione, hanno incontrato la fatica di fare nelle proprie azioni quotidiane un pezzo oltre ciò che ti compete. Pezzo che mai nessuno vedrà.
Grazie Andrea. E’ questo sogno che ciascuno di noi – se eletto – si impegnerà a vivere nelle istituzioni.
1 giu, 2009
- di Massimo Fratini
Ricevo e Pubblico
Massimo e i compagni di strada: i politici che non ti aspetti!
Chi frequenta questo blog sa che non parlo di un gruppo rock, ma del nostro candidato al consiglio comunale e dei suoi sei amici, candidati ai cinque consigli di quartiere di Firenze.
Venerdi 29 maggio si è tenuto il previsto incontro fra loro e noi: alla Casina Rossa, una maratona dalle 18 alle 24, alla quale sono riuscito a dedicare solo le ultime ore. Voglio raccontare le mie impressioni a beneficio di quei pochi che non c’erano.
Arrivo dopo le 21 e m’imbatto in una scena che dell’incontro politico non ha né l’aspetto, né l’odore: aspetto e odore sono piuttosto quelli di una festa nella casa di campagna di un amico, nel suo momento clou, la mangiata. In piedi, un piatto di plastica ripieno di pastasciutta in una mano, una forchetta nell’altra, la bocca che si alterna fra le sue funzioni classiche di mangiare e parlare, anzi di degustare e conversare. Una mirabile esperienza di democrazia gastronomica: i candidati che mangiano, gli elettori che mangiano, gli amici dai volti più noti, come Lapo Pistelli o Alessandro Martini, che mangiano, e tutti che si mostrano a loro completo agio. Gli unici un po’ a disagio siamo noi, appena arrivati e già cenati: senza piatto e senza forchetta, con la bocca a tempo pieno per parlare, abbiamo il vantaggio di poter sostenere due conversazioni contemporaneamente e rimetterci in pari coi saluti.
Dopo la pasta, offerta dai padroni di casa, i secondi e i dolci, portati un po’ da tutti, la cena si conclude e l’allegra brigata riprende a parlare di “cose serie”, senza che il bel clima di amicizia e leggerezza abbia minimamente a risentirne.
Penso che è arrivato il tempo delle parole ed alzo la guardia, perché ho imparato da tempo che dei politici bisogna diffidare sempre, ma soprattutto quando parlano, e soprattutto in campagna elettorale. Sono spiazzato ancora una volta. Nessuno che fa l’elenco delle cose da fare nei suoi primi 100 giorni, nessuno che legge la lista delle promesse. Eppure certe cose che vengonio dette, mi colpiscono, forse per la loro irritualità, o forse perché traspare che non sono state pensate per l’occasione, ma appartengono a un modo di pensare e di vivere che viene da lontano, che forse hanno trovato spazio in campi d’impegno diversi dalla politica. Ne cito qualcuna a memoria, scusandomi per quelle omesse o dimenticate, altrettanto significative.
Balli: primo impegno che assumo è quello di ascoltare; a chi mi domanda se potrà telefonarmi una volta eletto, rispondo che è l’unico modo che conosco per aiutarmi a far bene il mio servizio. Bon: al centro del mio lavoro ci sono le persone e, fra le persone, quelle in difficoltà prima delle altre; prendiamo la mobilità: le mie priorità sono i pedoni con disabilità, poi i pedoni, poi i ciclisti, e via così; alla fine le auto e gli autocarri, eventualmente con regole e limitazioni.
Ceccarelli (presidente uscente quartiere 3): quel che ho imparato in questi anni è che non si deve mai lasciare le persone senza risposta; non si potrà dire sempre di si, ma un no argomentato può essere accettato e apprezzato, la non risposta mai.
Fratini: ci rivedremo qui l’11 giugno e faremo un calendario degli incontri successivi fino a fine anno; chi di noi sarà eletto renderà conto del lavoro svolto e ascolterà le vostre domande; concorderemo i temi da mettere all’ordine del giorno e ne discuteremo insieme, magari con l’aiuto di qualche esperto in materia.
Tornando a casa mi è capitato di pensare che la Politica (P maiuscola) può essere davvero la forma più alta di carità, come diceva Paolo VI, se i politici hanno il cuore di Massimo e dei suoi compagni di strada.
Marco, 1 giugno 2009
15 mag, 2009
- di Massimo Fratini
Signor Ministro,
da alcuni giorni le sue uscite sono sempre più sconcertanti. Più che appelli alla legge e al diritto i suoi sono dei veri e propri bollettini di guerra contro le persone più povere e più sfortunate.
Invece di affrontare con tempestività ed efficacia i fatti di xenofobia, razzismo e di violenza, in particolare contro le donne. che sono avvenuti ultimamente in Italia, Lei si è personalmente impegnato in una crociata contro quelli che definisce “i clandestini”, ma che tali non sono. Clandestino è un individuo che sparisce dalla circolazione, perché ha compiuto qualche crimine o qualche atto vergognoso.
Paragonare gli stranieri senza documenti di soggiorno a dei delinquenti in clandestinità è una forzatura che rende sempre più difficile la governabilità sociale. L’unico delitto dei cittadini stranieri che vengono in Italia senza visto di ingresso sono il bisogno di lavoro e la fiducia in una promessa di riscatto. Queste persone non sono sparite dalla circolazione. Sono tutte ben presenti e visibili sia a Lampedusa, come nelle nostre città. Perché non propone delle retate a sorpresa in tutte le case dove vive un anziano disabile? Quelli sono i veri covi dei “clandestini”; li troverà intenti nell’unica forma di delinquenza che praticano: accudire a vecchi incontinenti in cambio di una misera paga e di rari momenti di libertà. Quanto incoscienti sono gli italiani, che affidano la parte più delicata e importante della loro vita e della società, i bambini e gli anziani, a donne “delinquenti” di altri paesi!! Read the rest of this entry »
14 mag, 2009
- di Cristiano Balli
Cari amici,
volevo sottoporvi alcune riflessioni rispetto alla mia candidatura, sollecitato dal momento politico e parlamentare attuale (ronde, respingimento degli stranieri, rischio di svolta autoritaria…) e da questo inizio di campagna elettorale che per me è una grande novità e per chiarire meglio lo slogan che ho scelto “ Con la Speranza del sogno… nella Fedeltà dell’ impegno”
Dovremmo a mio giudizio come democratici contrapporre all’ attuale modo di fare e soprattutto pensare la politica una diversa concezione che per brevità chiamerò personalista (pur senza riferirmi a una corrente filosofica particolare). In essa è centrale la relazione, il legame sociale (persona come «relazione sussistente»), perciò il rapporto io-altro, e l’idea fondamentale che l’io viene a se stesso soltanto nel rapporto con l’altro. Questa visione conta sulla politica come attività sintetica (o meglio: che persegue sintesi sempre provvisorie fra valori e interessi), sa che la democrazia è presa di parola che crea uno spazio comune, e perciò richiede la partecipazione dei cittadini alla formazione delle decisioni che riguardano la res-publica, cioè richiede cittadinanza attiva. Questa visione democratica sa in definitiva che non esistono vie di fuga individuali e si propone di coltivare la felicità di ognuno solo nella ricerca della felicità comune. D’altro lato la responsabilità per l’interesse comune si declina certamente a partire da un patrimonio etico. Non si tratta affatto di celare o mimetizzare i propri punti di partenza. Si tratta però, a partire da essi, di lavorare per enucleare – nel dialogo fra le diverse posizioni culturali, ideologiche, politiche in gioco in un Partito plurale – quei «punti comuni di ragione» (espressione di Lazzati), che rappresentino, nel concreto storico, il massimo di avanzamento umano possibile, ovvero che diano espressione effettiva al comune bene.
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13 mag, 2009
- di Massimo Fratini
Questo è il parere di un mio caro amico, Francesco Garrisi, anche in risposta a frammenti n° 23. Che ne pensate?
Ciao Massimo,
Come dici correttamente tu hai le tue idee, e quindi è inutile far trasparire di portare avanti le idee ed i desideri di tutti in un programma “zibaldone” irrealizzabile.
[...]
Certo oggi è necessario che tu sia scaltro mostrandoti come la miglior scelta possibile e non mostrandoti mite, in fondo la gente non vuole “buoni”. Ma non cedere alla lusinga del potere, nell’affermazione personale, del gestire il consenso e le persone … insomma del pensare che tu e la ristretta cerchia di amici siete quelli che valgono di più: a quel punto saresti diventato un perfetto ciellino, e non sarai più utile … almeno non a tutti.
Alcuni suggerimenti te li voglio comunque dare, e tra di essi ti prego di scorgere la logica che li connette:
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12 mag, 2009
- di Cristiano Balli
Caro immigrato mai arrivato,
Ti scrivo perché voglio esprimere la mia solidarietà e quella di tanti italiani che non avrebbero voluto rispedirti a casa senza nemmeno ascoltarti e capire la tua storia. Siccome non sei una ballerina sud americana o una ballerina di night club o un calciatore famoso noi ti rimandiamo da dove sei venuto. Poco importa se scappi da una guerra, magari provocata o foraggiata da noi occidentali, poco importa se, prendi mogli e figli e con le ultime risorse che ti rimangono, affronti un viaggio che è quasi un ultima spiaggia, poco importata se capiti nelle mani di traghettatori senza scrupoli, noi non ti vogliamo. Siamo impegnati a difendere le nostre certezze, ci fai paura, abbiamo da difendere una classe dirigente che ha un patrimonio pari al PIL del tuo paese e comunque nonostante che tuoi fratelli fanno per noi il pane o costruiscono le nostre case, le nostre autostrade, le nostre ferrovie, pagando magari la pensione a molti dei nostri genitori, ti rispediamo a casa di nuovo in mano a coloro dai quali eri fuggito.
Caro fratello chiedo perdono a te e al tuo popolo e sappi però che in questo paese, certo nella legalità, certo per un lavoro, c’è chi ha fame di giustizia anche per te ed è pronto ad accoglierti riconoscendo in te un compagno di strada.
A presto.
Cristiano Balli
29 set, 2008
- di admin
Pubblico volentieri la riflessione accorata di Sofia sulla situazione politica della nostra Italia. Ritengo che ci siano davvero molti spunti di riflessione. Che ne dite??
Sofia | sofi88@freemail.it | “Ci sono uomini che rifiutano l’obbedienza con la bocca, ma non col cuore; altri dicono di sì, con molto rispetto, poi non si curano della promessa fatta. I peccatori e le meretrici saranno, per virtù del pentimento e lo strazio di esperienze, infinitamente superiori a chi nulla mai provò e in nulla si distinse. Molti credono che basti non fare il male, ma non facendo del bene, fanno già il male; se non si opera, altri operano per noi, e non come vorremmo noi. In un creato perennemente in opera non è lecito ad alcuno lasciarsi vivere. Ecco perchè i pubblicani e le meritrici potranno, nel Regno di Dio, precedere i pigri discepoli che stanno lontani dalla colpa, non per avversione e orrore, ma per evitare di faticare. Meglio la protesta del figlio ribelle seguita dall’obbedienza per amore, che non il tiepido ossequio di chi dice e non fa.”
Padre Giovanni Vannucci – Riflessione su Mt 21, 28-32
Solitamente non amo mandare mail che provano a fare la paternale, ma oggi mi permetto di partire da questa riflessione di Vanucci sul Vangelo di ieri per provare a smuovere qualcosa.
Chi vuole può già cestinare.
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17 apr, 2008
- di admin
Il parere di Donatella
Scorrendo i dodici punti del programma elettorale del Partito Democratico, ho notato che non si fa cenno al problema dell’immigrazione. Non dico di prendere una posizione a favore o contro. Credo che siamo tutti convinti che il fenomeno c’è e che non si possa arginare: entro il 2010 saranno infatti entrati in Europa non meno di 130 milioni di migranti. E’ pertanto scontato che i problemi di insediamento e di accettazione si aggraveranno e che andranno affrontati alla radice.
Di questo argomento mi pare nessun partito/coalizione ne abbia fatto cenno nel proprio programma. Potrebbe essere l’elemento nuovo, il cavallo vincente, ciò che potrebbe far propendere gli incerti verso quel partito che se ne occupi.Anche perché l’immigrazione aggrava tante situazioni di crisi dell’Italia. Pensiamo ad esempio:
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- agli incidenti sul lavoro. Le vittime sono quasi tutte straniere. Perché non conoscono la lingua, non sanno leggere le istruzioni d’uso, non hanno la cultura necessaria per cautelarsi contro gli infortuni…
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- la ghettizzazione. I sociologi prevedono che ogni città avrà il proprio ghetto ( a Firenze in S. Lorenzo), chiuso la sera, e non ci sarà alcun controllo delle forze dell’ordine all’interno.
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- La sicurezza: chi non ha una casa, o vive in abitazioni sovraffollate, disagiate, costose ecc.. occupa le strade fino a notte fonda, cercando alternative alla propria disperazione…
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- L’aborto. Il 75% degli aborti in Italia è subita da donne extracomunitarie, che spesso non hanno alcuna possibilità di scegliere “la vita”…
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- L’evasione fiscale. Chi lavora in nero non paga le tasse, consuma solo l’essenziale e per contro manda il proprio reddito nel paese d’origine. Questo significa portar via cartamoneta al Paese ospitante e contribuire all’aumento dei prezzi. ( di questi dati non conosco l’effettiva incidenza sul PIL)
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