Frammenti n°29 – Don Ciotti cittadino onorario di Firenze
L’8 Febbraio 2010 il consiglio comunale di Firenze ha nominato don CIOTTI CITTADINO ONORARIO DI FIRENZE CON 32 VOTI FAVOREVOLI 3 contrari 2 astenuti 1 non voto.
E’ un grande giorno per la città di Firenze. Sono orgoglioso di essere uno dei 32.
Mi ero preparato un intervento scritto che per l’emozione non sono riuscito a leggere per intero (vedi video su www.massimofratini.it ) Lo riporto adesso………………
Don Ciotti negli anni 60 lavora nei carceri minorili quando davvero non lo faceva nessuno. Nel 1966 fonda il gruppo Abele. Nel 1968 prime comunità di adolescenti come pena sostitutiva per minorenni. Nel 1972 diventa sacerdote. Nel 1974 fonda un centro di accoglienza per le vittime della droga. Da allora inizia una instancabile opera sul terreno della prevenzione e del recupero rispetto alle tossicodipendenze e dell’alcolismo che non si è mai interrotta. Nel 1982, contribuisce alla costituzione del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (CNCA), presiedendolo per dieci anni: al coordinamento, oggi, aderiscono oltre 200 gruppi, comunità e associazioni.
La vita di quest’uomo mi colpisce molto come uomo, come cittadino e come cattolico. E’ un esempio da imitare. E’ una persona GIUSTA. Adatta per il conferimento della cittadinanza onoraria. Non è solo l’aspetto celebrativo da sottolineare. Abbiamo l’occasione di indicare un modello, un esempio. Un maestro per tutti, giovani e adulti, cristiani e atei, ricchi e poveri.
Don Ciotti è prima di tutto un prete. Si farebbe un torto all’uomo se non si valorizzasse il suo essere prete. Spesso questo aspetto viene dimenticato o sottovalutato per privilegiare l’aspetto culturale, sociale, laico. Credo che la portata di quanto Luigi ha fatto la si possa misurare rispetto a quanto ha inciso nel cammino anche della chiesa italiana nell’approccio alle tematiche sociali e della solidarietà.
Nel 1981 la Conferenza Episcopale Italiana scriveva un documento: il “piano pastorale degli anni 80”. Era il programma di lavoro di quegli anni, dove si portarono a sintesi tanti anni di cammino della chiesa italiana. Certi temi se non c’era anche Don Luigi e il suo impegno sociale, sarebbero stati scritti in maniera del tutto diversa. La promozione dell’uomo, di TUTTO l’uomo nelle sue grandezze e soprattutto nelle sue miserie. Fa impressione rileggere oggi certe frasi de “La chiesa italiana e le prospettive del paese” per l’attualità del messaggio espresso. Vi si riscopre tutta l’opera di quegli anni di don Luigi Ciotti e si scorgono le basi per quella che sarà l’attività degli anni 90 e 2000, la lotta alle mafie per l’affermazione della legalità:
4 ……..bisogna decidere di ripartire dagli “ultimi”, che sono il segno drammatico della crisi attuale. Fino a quando non prenderemo atto del dramma di chi ancora chiede il riconoscimento effettivo della propria persona e della propria famiglia, non metteremo le premesse necessarie a un nuovo cambiamento sociale. Gli impegni prioritari sono quelli che riguardano la gente tuttora priva dell’essenziale: la salute, la casa, il lavoro, il salario familiare, l’accesso alla cultura, la partecipazione.
5. Bisogna, inoltre, esaminare seriamente le situazioni degli emarginati, che il nostro sistema di vita ignora e perfino coltiva: dagli anziani agli handicappati, dai tossicodipendenti ai dimessi dalle carceri o dagli ospedali psichiatrici. Perché cresce ancora la folla di “nuovi poveri”? Perché a una emarginazione clamorosa risponde così poco la società attuale? Le situazioni accennate devono entrare nel quadro dei programmi delle amministrazioni civiche, delle forze politiche e sociali che, garantendo spazio alla libera iniziativa e valorizzando i corpi intermedi, coinvolgano la responsabilità dell’intero paese sulle nuove necessità.
6. Con gli “ultimi” e con gli emarginati, potremo tutti recuperare un genere diverso di vita. Demoliremo, innanzitutto, gli idoli che ci siamo costruiti: denaro, potere, consumo, spreco, tendenza a vivere al di sopra delle nostre possibilità. Riscopriremo poi i valori del bene comune: della tolleranza, della solidarietà, della giustizia sociale, della corresponsabilità. Ritroveremo fiducia nel progettare insieme il domani, sulla linea di una pacifica convivenza interna e di una aperta cooperazione in Europa e nel mondo. E avremo la forza di affrontare i sacrifici necessari, con un nuovo gusto di vivere.
(La chiesa italiana e le prospettive del paese. CEI – 1981)
Sono certo che senza l’impulso di uomini e donne come don Ciotti queste parole non sarebbero mai state scritte. E’ evidente quindi che questo prete non ha solo operato “nel sociale” ma ha anche creato cultura, aperto nuove strade, creato una mentalità aperta ai deboli e agli emarginati.
Nel 1982, subito dopo il “piano pastorale degli anni 80” contribuisce alla costituzione del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (CNCA), presiedendolo per dieci anni: al coordinamento, oggi, aderiscono oltre 200 gruppi, comunità e associazioni
Vorrei sottolineare un’ultimo aspetto. Da 15 anni don Ciotti ha iniziato la sua lotta alla mafia e a tutte le mafie. Nel 1995 fonda “libera”. Quando nel sentore comune si parla di antimafia, di utilizzo dei beni confiscati alla mafia viene subito alla mente l’associazione LIBERA. Sono molti i giovani che lavorano nei campi di lavoro estivi. Sono molte le persone che acquistano olio, pasta e prodotti dei campi confiscati alla mafia. Libera come Libero è don Ciotti. Libero ma schiavo del servizio che da sempre ha deciso di dare agli ultimi e agli emarginati.
E’ importante dare oggi la cittadinanza onoraria a don Ciotti anche per sostenere la lotta alla mafia a tutte le mafie. Non è mai superfluo ciò che esalta chi sta dalla parte giusta. (intervento completo di Massimo Fratini in consiglio comunale. 8 febbraio 2010)
SCRUTATORI AVANTI
Come sapete il 28 e 29 marzo ci saranno le elezioni regionali. C’è quindi bisogno di circa 1.200 scrutatori nel solo comune di Firenze. In base alla legge i partiti che siedono in consiglio comunale possono indicare fino a 300 scrutatori direttamente. Le persone da segnalare DEVONO essere iscritte all’albo degli scrutatori redatto il 30 novembre 2009.
Chi fosse interessato a fare lo scrutatore me lo può segnalare entro mercoledì 17 febbraio.
SMALTIMENTO MATERIALE INFORMATICO
In quinta commissione abbiamo approvato una mozione che invita il sindaco:
“A promuovere iniziative di donazione della strumentazione informatica comunale inserita in un percorso di dismissione, rivolte agli istituti scolastici mediante la stipula di specifici accordi preventivi nonché agli enti di volontariato e non-profit, al fine di stabilire un circolo virtuoso che allunghi il tempo di vita dei computer acquistati, riduca i costi e l’impatto ambientale derivanti dalla loro rottamazione.”
Mi pare una notizia stupenda. Passate parola a associazioni gruppi, movimenti che potranno usufruire di questa iniziativa. Il percorso è ancora lungo. La mozione dovrà passare in consiglio comunale e poi dovrà essere attuata dalla giunta. Ma………………..è bene prepararsi
ABITANTI DELLA ZONA DI SAN JACOPINO
Ci sono grandi novità. Questa volta pare che la piazza San Jacopino si faccia davvero. Sto seguendo costantemente tutti gli aggiornamenti e collaboro con un blog curato da Mauro Zecchi che consiglio vivamente a tutti gli abitanti della zona.
http://nonsolosanjacopino.blogspot.com/2010/02/aggiornamenti-su-piazza-san-jacopino.html
Vi aspetto su www.massimofratini.it
In alto i cuori.


