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Programma mandato, documento ampio respiro. Più attenzione ai quartieri e collegialità

Riporto qui, in attesa del video, il testo del mio intervento in consiglio comunale del 19 ottobre.

“Ho avvertito, con estremo piacere, che nel programma enunciato dal sindaco riecheggiano temi che erano stati parte dei programmi elettorali dei candidati alle primarie fiorentine: da Pistelli a Lastri, da Ventura a Cruccolini. Un aspetto molto positivo perché programma di mandato è programma di tutti, un documento di cui si apprezza anche il grande respiro. Ci sono punti che condivido e altri meno, ma non posso essere d’accordo con chi afferma che bisogna “volare basso”. Il nostro obiettivo è quello di puntare in alto, di avere idee forti per cambiare in meglio la città e, se le situazioni contingenti ci obbligheranno a rivedere le nostre idee, lo faremo, ma partire subito al ribasso sarebbe un grave errore”.
Massimo Fratini, consigliere del PD e presidente della Commissione Bilancio, è intervenuto in Consiglio comunale nel corso del dibattito sul programma di mandato.

“Ci sono molti punti che condivido pienamente. Ho apprezzato l’aspetto dedicato alla cultura, con la decisione di allegare al documento il programma formulato dall’assessore Da Empoli e le considerazioni del sindaco sullo stesso. Bene l’impegno contro la rendita, perché è impossibile pensare a una Firenze come elemento di mantenimento del privilegio di alcuni. In passato si è detto che questa era la città dei clan, di gruppi di potere che vivevano sfruttando una rendita di posizione, e tutto questo deve giustamente finire con politiche decise e chiare.
Condivisibile l’idea delle politiche sulla raccolta e il trattamento dei rifiuti, puntando all’obiettivo zero grazie a differenziate e riciclaggio, ma dobbiamo avere anche la concretezza di riconoscere che oggi è necessario puntare sul termovalorizzatore, come elemento di garanzia per la fine del ciclo.
Non condivido, invece, le politiche rivolte ai Quartieri, che nella scorsa legislatura sembravano avviati a svilupparsi come municipi. Oggi si assiste a un’inversione di tendenza, seppur con un’apertura da parte del sindaco, che dovrà portare a confrontarsi e approfondire la questione. Si considerano i Quartieri come elementi di rappresentanza del Comune, ma allora si deve permettere loro di sviluppare programmi di mandato e di avere autonomia di spesa, tenendo presente che dove ci sono sovrapposizioni è giusto razionalizzare. Su questo tema ho avanzato una proposta di modifica del Regolamento comunale, perché siano considerati come invitati permanenti alle riunioni delle commissioni consiliari i presidenti delle analoghe commissioni dei Quartieri.
Vorrei fare anche un richiamo forte alla collegialità: è importante che il sindaco si confronti con noi e con tutti, prima di prendere scelte importanti, per evitare il rischio che poi si sia costretti a tornare indietro.
Dovremo dedicare molta attenzione anche agli aspetti di bilancio, perché il programma non sia solo un libro dei sogni. Valuto positivamente che si sia detto che ci sono già poste di bilancio stabilite e, anche in questo ambito, si assiste a un’inversione di tendenza, come appare chiaro dal consolidato di bilancio. Come commissione lavoriamo e lavoreremo a stretto contatto con l’assessore Falchetti per far sì che i sogni diventino idee concrete da portare avanti”.

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