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Ricevo e pubblico

Questo è il parere di un mio caro amico, Francesco Garrisi, anche in risposta a frammenti n° 23. Che ne pensate?


Ciao Massimo,

Come dici correttamente tu hai le tue idee, e quindi è inutile far trasparire di portare avanti le idee ed i desideri di tutti in un programma “zibaldone” irrealizzabile.

[...]

Certo oggi è necessario che tu sia scaltro mostrandoti come la miglior scelta possibile e non mostrandoti mite, in fondo la gente non vuole “buoni”. Ma non cedere alla lusinga del potere, nell’affermazione personale, del gestire il consenso e le persone … insomma del pensare che tu e la ristretta cerchia di amici siete quelli che valgono di più: a quel punto saresti diventato un perfetto ciellino, e non sarai più utile … almeno non a tutti.

Alcuni suggerimenti te li voglio comunque dare, e tra di essi ti prego di scorgere la logica che li connette:

rientro di Publiacqua direttamente sotto il comune: l’acqua è un bene prezioso e di tutti e deve essere gestito dalla collettività e non da un consesso di asserviti al potere che, in maniera autonoma abbassano lo scaglione di minimo costo da 20 etri cubi a 15 metri cubi per incassare di più: non è una risposta per le persone in particolare per i più poveri;

basta vigilini: occorrono vigili veri e devono essere banditi concorsi, magari dando qualche punto aggiuntivo agli attuali vigilini,  ed assumere le risorse necessarie. Basta prendere persone e fargli fare quasi il lavoro di altri per sotto pagarli. Non è morale. La legge lo consente ma non è morale ugualmente. Prendere qualcuno per fargli fare il gabelliere ci fa ritornare al principe Giovanni che tassava tutti i sudditi: dov’è Robin Hood?

Tranvia: è una stupidata. Il precedente presidente di ATAF, quando gli chiesero il pare disse giustamente che con la metà dei soldi previsti per questo progetto avrebbe non solo preso tanti di quei mezzi da dare frequenze ottimali ma avrebbe informatizzato tutte le fermate (mancano 5 minuti per il prossimo 17 …) . Risultato: trombato!!! Farla passare poi dal Duomo grida vendetta: è un’ulteriore scempio e stupido. Lì l’arte parla di Dio, non occorrono gli orpelli. Eppoi oggi non ci sono vagonate di fiorenti da portare in duomo a dire il rosario. Casomai il centro di riferimento civile è piazza della Signoria: con cosa ci si và lì? Con gli autobus che passano dietro o con bussini elettrici. Ed allora perché non far passare nascosti gli autobus in poche zone ed all’interno solo frequenti bussini elettrici? Tutto il progetto serve solo per arrichhire gruppi di potere economica e non la città. Senza considerare che poi il comune dovrà rifondere i mancati introiti rispetto a quelli preventivati con numeri pazzeschi di passeggeri giorno.

Far pagare il parcheggio a chi va a trovare parenti ed amici agli ospedali ed ai cimiteri è quanto di più anti-cristiano ci possa essere. Il comando di visitare ed assistere gli ammalati è calpestato ed asservito ad interessi economici di pochi amici insediati in un consiglio di amministrazione di una società inutile. Tra l’altro perché il comune non può gestire direttamente il servizio nel resto della città? E

Perché non prevedere permessi di parcheggio anche per dove stanno i propri parenti? Perché uno deve andare a trovarli solo dopo cena o la domenica per evitare di guardare continuamente l’orologio? E’ questa la politica della famiglia del Comune di Firenze: lucrare su affetti e magari bisogni delle famiglie?

Firenze è una città di bottegai, non ci possiamo fare nulla: ma l’apertura dei negozi la domenica non è cristianamente opportuna. Non perché la gente così viene a messa ma perché le basiliche di oggi sono i grandi magazzini. La costruzione del regno ci chiede di ostacolare i falsi idoli e favorire l’incontro delle persone. Forse se non c’è un negozio aperto qualche domenica in più la passiamo tra amici e parenti. Sono più di quelli che pensiamo che durante la settimana non vanno da un parente per impegni o per parchimetro e poi la domenica … a già: ma la Rinascente oggi è aperta!

Asili e servizi al cittadini devono essere garantiti. Se al nido ci possono andare solo gli extracomunitari e quelli che non fatturano si crea una discriminazione comunque eppoi è chiaro che qualcuno si risente. Gestire la risposta per tutti aiuta la convivenza. Come nel “figliol prodigo” si ha un bel dire evviva è tornato, anche l’atro deve essere felice e capire ma intanto gli girano le palle. Ecco servire tutti vuol dire evitare che gli girino anche a chi contribuisce alla società. Attenzione: nel Vangelo non c’è scritto se il figlio rimproverato poi va alla festa oppure no. Gli amministratori cristiani dovrebbero favorire il lieto fine alla storia, ovvero che non ci siano motivi di screzzi.

Ciao a presto

Francesco Garrisi

1 Commento so far »

  1. Massimo Fratini scrive,

    Ha scritto maggio 13, 2009 @ 23:17

    Francesco è un amico, di quelli veri. Non sempre siamo stati daccordo. Ma in lui ho sempre ammirato la passione civica e l’amore per la nostra città.

    Sulla tramvia non sono propriamente daccordo su quanto dice Francesco. La ritengo una risorsa strategica per la nostra città . Certo, non i costi impossissibili, i tempi di realizzazione assurdi o tracciati che nella linea due e nella tra che andranno in parte daccordo.
    Ma sulle altre cose, a parte qualche distinguo ad esempio su publiacqua e sull’apertura “cristiana” dei negozi,condivido parola per parola quanto scrivi. Continua a seguirmi, ad essere “grillo parlante”: è così che si serve la politica
    Grazie Francesco del tuo contributo.

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