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	<title>Commenti a: Compagni di Viaggio &#8211; Cristiano Balli</title>
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	<description>Il blog di Massimo Fratini</description>
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		<title>Di: Cristiano Balli</title>
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		<dc:creator>Cristiano Balli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 21:08:06 +0000</pubDate>
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		<description>A proposito di identitÃ 
Si dice che viviamo un tempo di passioni deboli perchÃ¨ viviamo un tempo di identitÃ  deboli. 
Cari amici io in questo momento sto vivendo un tempo di passioni forti nell&#039;impegno con voi in questa campagna elettorale. Ho fatto e voglio fare con voi anche un ragionamento su un&#039; identitÃ  forte sfruttando anche la metafora del sito &quot;Non piÃ¹ muri, ma ponti&quot;, vediamo se ci riesco...

Si dice che l&#039;identitÃ  Ã¨ un &quot;progetto&quot; e ciÃ² significa che bisogna pro-iettare, gettare avanti ed oltre, ma che lo si fa se, quantomeno, si intravede l&#039;altra sponda su cui poggiare quel ponte che si intende costruire.

PerchÃ© identitÃ  Ã¨ costruzione, Ã¨ racconto di una continuitÃ  nonostante le discontinuitÃ  del tempo, e grazie alle discontinuitÃ  del tempo. E&#039; indubbio che si puÃ² gettare  e gettarsi anche senza la certezza dell&#039;approdo o del sostegno (il vostro e quello di tanti amici certo non mancherÃ ) ma Ã¨ altrettanto certo che un ponte risulta difficile erigerlo facendo affidamento alla sola sponda di partenza. Al massimo si costruiscono ponti levatoi o trampoliniâ€¦in questa metafora sta probabilmente il senso della crisi di identitÃ  contemporanea. 

Lâ€™identitÃ  scaturisce da un dialogo fra gli abitanti della polis a partire dalla storia di ognuno di noi da ciÃ² che porta nella bisaccia se Ã¨ capace di condividerlo con gli altri. Ecco allora che possiamo costruire ponti che fanno incontrare generazioni, razze, idee, e edificano la cittÃ  come luogo dove vivere pienamente ognuno ed insieme la propria umanitÃ .</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di identitÃ<br />
Si dice che viviamo un tempo di passioni deboli perchÃ¨ viviamo un tempo di identitÃ  deboli.<br />
Cari amici io in questo momento sto vivendo un tempo di passioni forti nell&#8217;impegno con voi in questa campagna elettorale. Ho fatto e voglio fare con voi anche un ragionamento su un&#8217; identitÃ  forte sfruttando anche la metafora del sito &#8220;Non piÃ¹ muri, ma ponti&#8221;, vediamo se ci riesco&#8230;</p>
<p>Si dice che l&#8217;identitÃ  Ã¨ un &#8220;progetto&#8221; e ciÃ² significa che bisogna pro-iettare, gettare avanti ed oltre, ma che lo si fa se, quantomeno, si intravede l&#8217;altra sponda su cui poggiare quel ponte che si intende costruire.</p>
<p>PerchÃ© identitÃ  Ã¨ costruzione, Ã¨ racconto di una continuitÃ  nonostante le discontinuitÃ  del tempo, e grazie alle discontinuitÃ  del tempo. E&#8217; indubbio che si puÃ² gettare  e gettarsi anche senza la certezza dell&#8217;approdo o del sostegno (il vostro e quello di tanti amici certo non mancherÃ ) ma Ã¨ altrettanto certo che un ponte risulta difficile erigerlo facendo affidamento alla sola sponda di partenza. Al massimo si costruiscono ponti levatoi o trampoliniâ€¦in questa metafora sta probabilmente il senso della crisi di identitÃ  contemporanea. </p>
<p>Lâ€™identitÃ  scaturisce da un dialogo fra gli abitanti della polis a partire dalla storia di ognuno di noi da ciÃ² che porta nella bisaccia se Ã¨ capace di condividerlo con gli altri. Ecco allora che possiamo costruire ponti che fanno incontrare generazioni, razze, idee, e edificano la cittÃ  come luogo dove vivere pienamente ognuno ed insieme la propria umanitÃ .</p>
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