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Le elezioni del 13/14 aprile- Il parere di Lapo Pistelli

– di LAPO PISTELLI

Cari amici so che ne avrete già lette molte ma mi sentirei in un colpevole silenzio se non condividessi con voi una sommaria analisi del voto, una prima riflessione su ciò che è accaduto domenica e lunedì scorsi. Tanto più che, proprio nei giorni immediatamente precedenti al voto, molte sono state le sollecitazioni ad uno sforzo ulteriore che davano ad intendere di una rimonta possibile, persino di un sorpasso. Una valutazione di sistema – Sia nel 2001 che nel 2006, con sistemi elettorali diversi, la vittoria della Casa della Libertà e poi quella dell’Unione erano avvenute con maggioranze di voto popolare assai risicate, un fotofinish quella del 2006. Il PdL ha vinto invece stavolta con largo margine (circa tre milioni di voti) e questo consegna una solida maggioranza in entrambe le Camere, nonostante le bizzarrie del premio di maggioranza regionale al Senato.

Cade ogni alibi usato in precedenza sui ricatti di maggioranza, sul peso dei propri alleati, la litania sul “non mi hanno lasciato lavorare”: la destra al governo dimostrerà ora la coerenza delle proprie promesse e il valore dei propri ministri.Per quanto sia ovvio che avrei preferito un vincitore diverso, intendo dire che per la governabilità e il principio di responsabilità politica questo risultato è migliore di un pareggio: un altro periodo di stallo e di palude avrebbe messo in ginocchio il sistema Paese ancor più di qualsiasi cosa possa accadere con le decisioni del terzo governo Berlusconi.Il paesaggio politico ne esce comunque trasformato sia nel centro sinistra che nella destra, semplificato – come aveva auspicato il PD – e imperniato su una tendenza bipartitica che anche l’improvvisato progetto del PdL dovrà adesso assecondare.Colpisce negativamente che dal 1994 nessun governo sia stato riconfermato alla elezione successiva, quasi che la democrazia dell’alternanza sia intesa nel nostro Paese come un ricambio scontato e meccanico fra maggioranza e opposizione, che sia impossibile dare vita a quei cicli di 8, 10 anni che hanno segnato grandi trasformazioni di Paesi come la Spagna, la Gran Bretagna, la Francia, la Germania.

Certo… non lavoreremo perché sia l’on. Berlusconi a inaugurare il primo di questi cicli lunghi ! Sondaggi e bugie – iuro che nessuno di noi ha pensato di farsi beffe di militanti e cittadini trasmettendo falsi dati e suscitando speranze con i sondaggi diffusi nei giorni precedenti. Come è stato confermato nella differenza fra il primo exit poll del lunedì e le proiezioni reali di qualche ora dopo, i nostri connazionali non amano rispondere o dire la verità agli istituti demoscopici: molti elettori di destra si dichiarano indecisi pur avendo deciso da tempo, molti altri alterano perfino il loro voto quando lo devono ripetere fuori dal seggio per contribuire all’exit poll. C’è una maggioranza silenziosa e, lo scopriamo ora, anche un po’ diffidente e bugiarda verso le indagini elettorali. Un deserto da attraversare – presto per dare attendibilità alle prime sommarie analisi sui flussi elettorali che è stato possibile leggere. La mia personalissima impressione è che siamo davanti ad una generale trasfusione da sinistra verso destra, con vasi comunicanti che si sono scambiati consenso: dalla sinistra arcobaleno al Pd, dal Pd all’Udc, dall’Udc al Pdl, dal Pdl alla Lega, da An alla Destra. Una torsione verso destra dell’intero Paese cui va aggiunta una tendenza a premiare i partiti percepiti come più concreti e anti-politici a danno di quelli più marcatamene ideologici: crolla la sinistra arcobaleno che cede consenso diretto all’IdV e alla Lega, che a sua volta riequilibra il rapporto di forze al nord con il PdL.Certo è – e questa è l’unica cosa solida su cui riflettere – che Berlusconi dopo 15 anni ha forgiato a propria immagine e somiglianza un blocco sociale e politico compatto e maggioritario e che non basterà il nostro parlare al cuore e alla testa del Paese per scalfirlo e scomporlo. Il disincanto verso la politica ha premiato più le parole e le gaffes del grande venditore che il messaggio di speranza e di futuro del Pd. Fa male al cuore ma è così ed è su questo che dovremo lavorare per proseguire il nostro impegno. Il Partito Democratico – Fra le parole della vecchia politica da buttare via ci sono anche i pepati e infondati pezzi giornalistici di retroscena che hanno indugiato sulle possibili divisioni del gruppo dirigente dopo la sconfitta.Chi ha fatto la campagna elettorale sa da dove siamo partiti, da quale livello di consenso e di organizzazione, sa quale entusiasmo abbiamo incontrato, quali disponibilità nuove si sono manifestate. Nella sola giornata di martedì sono arrivate al Loft circa 40.000 mail e oltre 150.000 sms (ad un numero ad hoc che era stato predisposto) che chiedono di andare avanti, di non disarmare. Il PD riparte dal quasi 34%, un patrimonio da investire in un progetto che ha dalla propria parte un vantaggio rispetto a Berlusconi: il tempo, un gruppo dirigente ed una generazione più fresca. Attendo le vostre riflessioni. Scrivetemi a info@lapopistelli.it Per i fiorentini, segnalo due appuntamenti.-

il Partito Democratico commenterà il voto – lusinghiero per il partito regionale e locale - a

Firenze il 6 maggio alle 21 (luogo da definire).

Lo farà con l’ausilio di un grande amico personale, il prof Roberto D’Alimonte, editorialista del Sole 24 ore e acuto saggista, che due ore dopo la chiusura dei seggi aveva già indicato con chiarezza la soglia dei 175 seggi di maggioranza al Senato che poi si sono rivelati.- Con gli amici di sempre e con chi vorrà unirsi, ci troveremo invece a proseguire l’analisi alla Sala della Compagnia, in Via di Soffiano , lunedì 19 maggio alle 21. A commentare il voto e le prime mosse del nascituro governo (sarà passato quasi un mese dal voto a quel momento) ci faranno compagnia un parlamentare del PD del Nord Italia ed uno del Sud ed un ex collega della sinistra arcobaleno: un modo per allargare i nostri orizzonti. Un abbraccio a tutti.Lapo

2 Commenti so far »

  1. admin scrive,

    Ha scritto maggio 8, 2008 @ 11:03

    Grazie del commento.
    Certo che dopo la batosta di Roma dovremo rimetterci a lavorare duramente, cominciando da subito.
    Ci aspettano importanti appuntamenti nel 2009: amministrative ed europee; nel 2010 le regionali.
    E’ il momento di non mollare.
    Massimo Fratini

  2. Alessandro Garuglieri scrive,

    Ha scritto agosto 7, 2008 @ 23:38

    Ciao!

    Volevo chiedere una cosa a Massimo:

    attendiamo altri post dal tuo blog, il tuo lavoro e la tua passione ci servono ancora!!
    nella fiducia che continuino ad essere, come sono stati fino ad ora, spunti di riflessione e di idee politiche fatti per lasciare il segno e non il tempo che trovano.

    grazie ancora di questo interessante e fruttuoso blog, il desiderio di costruire “ponti” e non muri è tanto fondamentale quanto ancora poco perseguito nella nostra politica.
    Alessandro

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