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E gli immigrati??

Il parere di Donatella

Scorrendo i dodici punti del programma elettorale del Partito Democratico, ho notato che non si fa cenno al problema dell’immigrazione. Non dico di prendere una posizione a favore o contro. Credo che siamo tutti convinti che il fenomeno c’è e che non si possa arginare: entro il 2010 saranno infatti entrati in Europa non meno di 130 milioni di migranti. E’ pertanto scontato che i problemi di insediamento e di accettazione si aggraveranno e che andranno affrontati alla radice.

Di questo argomento mi pare nessun partito/coalizione ne abbia fatto cenno nel proprio programma. Potrebbe essere l’elemento nuovo, il cavallo vincente, ciò che potrebbe far propendere gli incerti verso quel partito che se ne occupi.Anche perché l’immigrazione aggrava tante situazioni di crisi dell’Italia. Pensiamo ad esempio:

  • - agli incidenti sul lavoro. Le vittime sono quasi tutte straniere. Perché non conoscono la lingua, non sanno leggere le istruzioni d’uso, non hanno la cultura necessaria per cautelarsi contro gli infortuni…
  • - la ghettizzazione. I sociologi prevedono che ogni città avrà il proprio ghetto ( a Firenze in S. Lorenzo), chiuso la sera, e non ci sarà alcun controllo delle forze dell’ordine all’interno.
  • - La sicurezza: chi non ha una casa, o vive in abitazioni sovraffollate, disagiate, costose ecc.. occupa le strade fino a notte fonda, cercando alternative alla propria disperazione…
  • - L’aborto. Il 75% degli aborti in Italia è subita da donne extracomunitarie, che spesso non hanno alcuna possibilità di scegliere “la vita”…
  • - L’evasione fiscale. Chi lavora in nero non paga le tasse, consuma solo l’essenziale e per contro manda il proprio reddito nel paese d’origine. Questo significa portar via cartamoneta al Paese ospitante e contribuire all’aumento dei prezzi. ( di questi dati non conosco l’effettiva incidenza sul PIL)

Ci sono anche molte altre argomentazioni, e lascio a voi l’esercizio di individuarle, ma penso che queste siano sufficienti a dimostrare che il problema dell’immigrazione è grave e che vale la pena affrontarlo radicalmente, da un punto di vista socio-economico. Ne vogliamo parlare? Credo che dobbiamo pensare ad un piano di integrazione che prima passi attraverso “l’umanizzazione” degli extracomunitari e poi vada verso la loro “stabilizzazione” all’interno della nostra società.

E’ un tema che andrebbe affrontato a livello europeo, perché un Paese non può farsene carico da solo, però qualcosa a mio modesto avviso si può fare anche a livello locale e nazionale. Come? Certamente con l’insegnamento della lingua, delle nozioni di cultura generale, delle nostre abitudini e nelle nostre usanze, delle principali leggi e dei diritti alla persona… Non ultimo, l’insegnamento dei fondamenti della nostra religione ( non possiamo essere considerati “infedeli” in casa nostra!). Tutto questo perché è importante che si sappia come viviamo e quali siano le regole, o non regole, che seguono i cittadini italiani. Ed alle quali tutti si debbono uniformare. A chi mi chiedesse come mettere in atto tutto ciò, dico che ci si potrà pensare insieme, anche se, nelle mie elucubrazioni, idealisticamente e forse utopisticamente, qualcosa ho già immaginato. Ci vuole un progetto unitario che unisca le forze laiche e cattoliche ( meglio dire religiose) le forze locali e nazionali, le forze pubbliche e private , in un unico obbiettivo comune. Ho pensato che coloro che sperano di fermarsi in Italia possano trovare accoglienza per un periodo variabile, presso alcun “sedi” ( già esistenti ed inutilizzate dallo Stato – dalla Chiesa dalle altre istituzioni religiose che aderiscano) appositamente allestite, in cui trovare vitto, alloggio, vestiario, assistenza sanitaria ecc…..

Pertanto non ci sarebbero più clandestini, in quanto tutti gli immigrati, i rifugiati, i profughi troverebbero riconoscimento e residenza. ( credo che solamente la delinquenza vera cercherebbe di sottrarsi a questa certificazione). In queste sedi si provvederebbe all’istruzione e “all’informazione” culturale e religiosa prevalente nel nostro Paese. Naturalmente il costo sostenuto dallo Stato e dalla Chiesa, tutta, dovrà essere ripagato. Io immagino di dare agli immigrati l’onere di svolgere, per un periodo di tempo stabilito, lavori “socialmente utili”, intendendo con ciò la pulizia degli spazi pubblici, (per esempio il rimboschimento), o la manovalanza nelle varie infrastrutture, o lavori più qualificati a seconda delle professionalità personali singole, od in genere tutto ciò che Stato e Chiesa vorrebbero ma che non hanno potuto realizzare per l’impossibilità di sostenere tali spese. Potrebbero trovare impiego presso società private qualora lo richiedessero e con contratti ad hoc. Certo, in cambio si dovrà pensare anche ad un compenso monetario adeguato, che l’immigrato vorrà mandare a casa… Lo Stato potrebbe anche pensare ad effettuare direttamente l’invio del danaro, evitando così che lo stesso finisca in mano ad organizzazioni illegali. Credo che economicamente per lo Stato ci sarebbe un guadagno, in quanto la prevenzione costa molto meno della repressione e della cura.

C’è da di re inoltre, che la gestione e la realizzazione di un programma siffatto necessiterebbe di personale per l’insegnamento, per la supervisione dell’attività lavorativa… in una parola si creerebbero nuovi posti di lavoro anche per noi. Scaduto il periodo di “formazione”, potranno inserirsi nel mondo del lavoro, trovare una casa ecc… Probabilmente sarà più facile per noi italiani accettare la loro integrazione. Questa è a grandi linee la mia proposta….

Si può fare meglio… insieme… e si può fare tanto altro ancora!

 

 

2 Commenti so far »

  1. Marco Parrini scrive,

    Ha scritto aprile 23, 2008 @ 17:35

    Sono d’accordo sulla priorità e la complessità del problema, che non può essere eluso soprattutto alla vigilia di un quinquennio che si prefigura di “lotta senza quartiere allo straniero”.
    Nel mio intervento sullo stesso tema, ho messo in evidenza la necessità di fare un’operazione verità sul fenomeno a livello di comunicazione (più dati e meno sensazioni; più ragione e meno emozione!).
    Brava Donatella!

  2. marialuce scrive,

    Ha scritto febbraio 18, 2009 @ 21:00

    E’ bello quello che ho letto sul problema degli immigrati, scritto da Antonella, penso che si debba anche mettere l’attenzione sull’educazione all’intercultura in senso ampio e a partire dai piccoli, con esperienze concrete e fatte insieme.
    Credo poi che si debba fare trovare la famiglia a questi “immigrati” e dicendo così non penso a sentimentalismi ma a atti d’amore quotidiani che possano fare sentire tutti fratelli in una casa aperta, com’è il mondo. so che dico una cosa facile a dirsi ma dura nel momento in cui va vissuta, so che viverla costa ma produce frutti e ne ho fatta l’esperienza attraverso il centro studenti Giorgio La Pira di Firenze.
    Alla luce anche dell’esito delle primarie di questi giorni sarebbe bello continuare…a lottare per il bene comune prima di tutto, a farlo insieme e provando a vedersi nuovi

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