Vota PD Scrivi Fratini

INTRODUZIONE DELLA DISCUSSIONE

RIPORTO QUANTO HO SCRITTO IN FRAMMENTI 19 

COSA E’ SUCCESSO IL 13 E 14 APRILE?

Dunque: Berlusconi ha 100 seggi in più alla Camera e 41 al Senato . Può governare senza remore o paure. Possono addirittura “turnificarsi” le ferie senza incidere sui lavori parlamentari. Ci aspettano 5 anni dove governerà la destra e dove la sinistra è e sarà extraparlamentare.

Fra le tante argomentazioni circolate in questi giorni ne propongo tre:

  • Contrariamente al sentore di molti, sono convinto che Berlusconi lavorerà benissimo. Farà le grandi opere, rinnoverà ancora la scuola, farà grandi riforme, ridurrà le tasse, concederà un po’ di federalismo fiscale alla Lega e non farà più condoni. Ma a quale prezzo? I ricchi, la grande finanza allungheranno le mani su tutto quello che si potrà comprare: autostrade, caserme, Alitalia, Trenitalia ecc….. il precariato aumenterà, il pluralismo nei mass media sparirà. Pagheremo a caro prezzo il non aver messo mano alla risoluzione del conflitto di interessi nella passata legislatura. Non ci sarà più una politica solidale, ma la buona coscienza del ricco concederà “elemosine” al povero. Non si potrà più parlare di ricerca del bene comune ma di salvaguardia di interessi di parte. Come potrà il Nord (danaroso e arrogante) farsi carico dello sviluppo di tutto il paese? Non potrà servire due padroni.
  • La sinistra non ha più riferimenti istituzionali. E’ ritornata “clandestina”, extraparlamentare. Non si vede all’orizzonte alcun leader in grado di unificare e pianificare una coerente azione di rilancio. C’è il rischio di ritornare alla lotta di classe. Nei prossimi 5 anni i lavoratori precari aumenteranno, le famiglie povere saranno sempre più povere, le pensioni più misere, i salari erosi dall’inflazione. Ci aspetta una stagione piena di tensioni sociali e di aspri scontri nella società. Chi potrà dar voce ai miseri, agli sfruttati, alle classi meno abbienti?

  • Oggi il Partito Democratico è l’unico che può proporre efficacemente una politica che si faccia carico delle gioie, delle speranze delle tristezze e delle angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono. Se il PD non riuscirà in questa impresa, il prezzo da pagare sarà molto alto. La mia generazione ha vissuto l’era del terrorismo. Le Brigate Rosse hanno avuto un fertile terreno di coltura proprio quando il mondo della sinistra non è stato più capace di rappresentare le istanze dei più deboli, degli operai, di coloro che non arrivavano alla fine del mese. Allora mi permetto di sottolineare con forza: RIPARTIRE DAGLI ULTIMI, CAMMINARE CON IL PASSO DI CHI NON CE LA FA. Deve essere questa la nostra impostazione di fondo. Se non lo facciamo noi, nessuno lo potrà fare. Ripartiamo da La Pira e rimettiamo al centro della nostra azione politica, “le attese della povera gente”.
  • Dobbiamo essere consapevoli che Veltroni ha inaugurato una stagione politica dalla portata storica. Con il PD si è cambiato completamente rotta, si è definitivamente chiuso con il vecchio modo di fare politica. Si è scelto di lavorare per l’unità e si è fatto del “lavorare insieme” il segno e lo strumento dell’azione politica a tutti i livelli. Cercare sempre prima ciò che unisce piuttosto che inasprire le contese, è davvero uno stile rivoluzionario per questo paese. Non più guerra furibonda al nemico, ma tolleranza, rispetto, fiera affermazione delle proprie idee. Oggi ho sentito Bonaiuti che candidamente riconosceva al PD la grande voglia di collaborare che ha riscontrato nell’opposizione, cosa che –diceva- noi non abbiamo avuto. Credo che il “buonismo” di Veltroni non sia (non deve essere) debolezza o inconsistenza, ma anche qui emerge la voglia di intessere rapporti, di scoprire insieme agli altri la strada per uscirne.

No, non credo che i “pacatamente, sommessamente” di crozziana memoria siano stati solo una strategia elettorale

Massimo Fratini

2 Commenti so far »

  1. Guardu scrive,

    Ha scritto aprile 21, 2008 @ 03:59

    Ue siete svegli?????????

    Ma come inauguri un sito internet senza la rubrica più ricercata degli ultimi anni?
    E’ dunque l’ora che vi ponga rimedio.
    Ed inauguro commentando il tuo commento al commento dei risultati elettorali.

    Io da parte mia vi voglio dire che non condivido affatto il pessimismo di questi giorni.

    Noi siamo nel partito che ha detto con forza alla mafia di non votare per il PD, abbiamo ribadito la nostra volontà di combatterla e a richiamato come modelli Falcone e Borsellino.

    Questo è stato l’unico elemento di vera novità nel panorama politico nazionale a prescindere dal risultato finale.

    In un paese dove la furbizia è un pregio, dove vivere al limite della legge e cercare di trarre massimo profitto da tutto è una cosa di cui vantarsi, dove anche i delinquenti più incalliti sono presi ad esempio, vale la pena perdere restando fermi sui nostri valori.

    Sopratutto se il voto ti ha comunque premiato segno che una bella parte del nostro paese questo messaggio lo condivide.

    Solo da questa bella parte può partire la costruzione del futuro,
    dove la legalità sia un bene assoluto,
    dove creare ponti (relazioni) sia l’unico modo di vivere
    e dove il vanto più grande per una persona sia aver contribuito alla crescita del bene comune.

    Notte a tutti, scusate se sono stato troppo serio, prometto alla prossima le bischerate.
    Andrea Guarducci

  2. fabio z scrive,

    Ha scritto aprile 28, 2008 @ 01:23

    Mio buon Massimo,
    hai sbagliato due volte a chiedermi un contributo. Una perché mi hai messo in grande difficoltà, infatti ti rispondo solo adesso, la seconda perché i miei pensieri sono solo una lettera da amico, senza contenuti politici da persona matura. Ma per onestà intellettuale non ti nasconderò i miei limiti, così mi conoscerai meglio di prima.
    Ecco dunque le mie meditazioni estemporanee.

    °°°
    La società civile fa gli affari suoi e vota a destra.

    La risposta delle Leghe è concreta: prima ci si mette a posto noi, che abbiamo i mezzi, e poi si tira su anche voi sulla barca. Non si accettano patentini di anti-italianità e di razzismo. E’ solo una questione di metodo. Ragionamento proletario, pratico, pragmatico, egoista, di destra e di sinistra.

    Appaiono le prime scritte sui muri, anacronistiche. Ad esempio in viale Don Minzoni: CREDERE OBBEDIRE E COMBATTERE. Attualizzata: combattere gli spacciatori.
    Mi viene in mente: Se avanzo seguitemi, se indietreggio… cambiate canale.
    Dubito infatti dell’audacia del B.

    -Ripartiamo da La Pira e rimettiamo al centro della nostra azione politica, “le attese della povera gente”.
    Chi sta dalla parte degli ultimi perderà sempre.
    Bene, lo sappiamo. Il punto è che su queste basi chi ci darà il consenso? I precari? I pensionati senza televisione? Gli extracomunitari?

    -Chi potrà dar voce ai miseri, agli sfruttati, alle classi meno abbienti?
    Chi è debole e ha bisogno si vende per poco al primo che lo aiuta.
    Il potente B. distribuisce qualche denaro e promette di darne molto di più, facendo balenare l’apparenza della sua ricchezza. Cattura il consenso in modo paternalistico e, più che dar voce, dice di ascoltare quello che dicono i miseri..
    Se, poniamo il caso, lo fa bene, anche se parte da presupposti diversi dai nostri, che argomenti ci restano per contrastare il suo efficacissimo populismo? Diremo che è nel torto perché è ricco? Oppure perché va in barca, o dice barzellette, o…..? Questa è leggerezza crozziana, di sinistra, fa ridere ma non convince l’elettore ad andare a votare per noi.

    -il Partito Democratico è l’unico che può proporre una politica che si faccia carico delle gioie, delle speranze delle tristezze e delle angosce degli uomini d’oggi.
    Nei prossimi 5 anni come potranno contare qualcosa quel 34% di italiani che hanno sbagliato a votare?
    Noi, che proponiamo alla gente nei prossimi 5 anni? I sogni. Gli ideali del passato. Le speranze del futuro. Sorrisi. Proteste. (NB il discorso vale anche per AN e UDC).

    Forse è meglio essere concreti.
    Chi proclamava più di tutti di voler dare voce ad emarginati e disadattati è stato spazzato via dal parlamento.
    Per rimediare non basta fare delle uscite sprezzanti in televisione. Occorre consolidare metro per metro le realtà locali dove siamo ancora in grado di compiere azioni concrete il cui merito sia riconosciuto a noi. Anche a noi.

    Bisogna evitare al massimo di arrivarci seguendo percorsi informali o illeciti nei quali gli avversari politici possono entrare a gamba tesa quando loro comoda, interrompendone l’attuazione.
    Bisogna scegliere i percorsi che attirino l’attenzione sulla velocità di esecuzione, sulla genialità ed economicità delle idee, sulla tortuosità degli intrecci economici che sono alla base delle proposte dei nostri avversari.
    Per far questo dobbiamo essere puliti.

    -Non risoluzione del conflitto di interessi nella passata legislatura
    E’ una spina nel fianco di B. Come ogni buon giocatore la sfrutterà dando rilievo alle scelte dolorose che attua per rimuoverne le apparenze, con azioni di grande risalto e di poca conseguenza per il suo patrimonio.
    E’ un argomento trito e impalpabile se siamo noi a sollevarlo.

    -Le Brigate Rosse
    Ero ad una conferenza dove spiegavano che il terrorismo, insieme alle basi militari ed al finanziamento di DC, PCI e PSI, fu una forma di controllo internazionale sul nostro paese, dopo la 2° guerra mondiale. Alla favola della rivoluzione di sinistra non ci credo più. Non mi risulta che nelle legislature successive al governo Moro ci siano stati attentati BR contro esponenti dello Stato.

    -Con il PD si è cambiato completamente rotta, si è definitivamente chiuso con il vecchio modo di fare politica. Si è scelto di lavorare per l’unità e si è fatto del “lavorare insieme…
    Beh, è facile capire che qui sono proprio d’accordo. L’Italia del dopoguerra era quella nata dalla collaborazione di chi, pur avendo idee diverse, aveva unito le forze e il pane secco e muffo per poter sopravvivere e poi per ricostruire lo sfacelo generato dalla guerra civile. Il rispetto umano guadagnato allora ha garantito la salute delle istituzioni per molti anni.
    Questi anni attuali, di profonde divisioni, dopo il deprecato ma innocuo consociativismo, sono un’altra guerra civile dalla quale dobbiamo dirci usciti, e chiedere ai rappresentanti eletti nel nostro territorio, di destra e di sinistra, di risolvere i problemi concreti del nostro territorio. Chiedere a questi signori di conoscersi e imparare a fidarsi e stimarsi. Chiedere di espellere le mele marce e chiamare le comunità, le piccole comunità, ad organizzarsi democraticamente ed efficacemente per affrontare i problemi enormi che si affacciano dietro l’angolo. Problemi di tutti.

    Qui voglio, quantomeno auspico, che si pensi al plurale. Che una persona non la si guardi come un avversario politico, ma la si guardi nuda e senza mutande, per così dire. Per quello che è e che può veramente dare. Per quello che ha e di cui ha veramente bisogno. Ci vuole coraggio ma ci vuole anche chi ci permetta di farlo.

    Democratico. Io non mi sento un uomo di parte ma un uomo con delle idee. Le mie idee sono democratiche, cristiane, popolari, italiane, europee, moderne, solidali, altruiste… Quindi sono di sinistra, di centro o di destra?
    Non lo so e non mi interessa. Il mio interesse nel nostro partito è volto a farne un grande partito democratico del futuro in cui possano trovare posto tutti quelli che hanno idee di rispetto della persona, anche se molto diverse dalle mie, e che accettino il confronto democratico.

    Ciao fabio

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