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BUONA PASQUA

FRAMMENTI      N° 1.000 

 

Il giorno 8 Aprile 2012

 

sono esattamente 1.000 giorni dal 13 Luglio 2009data del mio primo ingresso nel salone ei 200 in veste di consigliere comunale.

 

Quasi 700 persone avevano scritto il mio nome sulla scheda elettorale. Mi tremavano le gambe. Ricordo l’emozione, i giornalisti, le foto, la gente, i complimenti, la bellissima relazione del Sindaco che ho poi stampato e che tengo sempre sulla mia scrivania perchè descrive in modo mirabile  quei valori che da sempre mi sono impegnato a portare avanti nel mio impegno politico.  Ricordo che quel giorno, guardando fisso lo splendido soffitto del salone, feci a me stesso una promessa:

avrei speso tutte le mie energie in questo mandato amministrativa al servizio degli ultimi e dei più deboli.

Nel corso di questi 1.000 giorni mi sono reso conto che le cose sono più complesse di come le immaginavo. Le sfide sono perciò più affascinanti: richiedono impegno, dedizione, sacrificio, voglia di spendersi.   “Ricordate sempre l’entusiasmo di quando siete partiti” ammoniva il sindaco in quei giorni. In questi mille giorni non so se sono stato all’altezza. Certamente, mi sento di poter dire di avercela messa tutta.

Ecco che oggi mi trovo presidente della commissione bilancio, a tradurre in pratica quelle spinte ideali.

 

Il fatto che i miei 1.000 giorni coincidessero con il giorno della Pasqua di resurrezione, mi è parso un segno da non tacere.

Allora, prendendo a prestito una preghiera della liturgia del venerdì santo che riecheggia san Tommaso:

 

Dio onnipotente ed eterno, tu che hai messo nel cuore degli uomini una così profonda nostalgia di te, che solo quando ti trovano hanno pace: fa che , al di la di ogni ostacolo, tutti riconoscano i segni della tua bontà e, stimolati dalla testimonianza della nostra vita, abbiano la gioia di credere in te, unico vero Dio e padre di tutti gli uomini.

 

      Auguro sinceramente a tutti voi, credenti e non di sentire da qualche parte nel cammino della vita la “nostalgia di Dio” che incara nei nostri   

      cuori  la grande voglia di pace e di ……. Infinito.

 

Allora:

 

BUONA PASQUA DI RESURREZIONE A TUTTI.

 

 

In alto i cuori

 

Massimo Fratini

 

report n°2 rifacimento piazza san Jacopino

 

 

Continuo  il dialogo con le persone che mi seguono da vicino nell’ avventura politica: le iniziative che mi è capitato di suscitare e/o  di sostenere, spigolature. Insomma  tutto quello che può essere strumento di riflessione per leggere e suscitare segni speranza in politica e per la politica. Chi non vuole più ricevere “Frammenti” me lo faccia sapere a massimo@massimofratini.it

FRAMMENTI N° 40

 

Firenze 21 Marzo 2012

 

E’ OPPORTUNO O NO SEPPELLIRE I FETI AL CIMITERO?

 

Nei prossimi giorni il consiglio comunale sarà chiamato ad esprimersi sul nuovo regolamento di polizia mortuaria. Nel regolamento, in attuazione di una legge del 1990 si individua uno spazio specifico per poter seppellire gli aborti. Insomma si mette ordine in un settore che, se non regolamentato poteva creare notevoli problemi di accessibilità e di opportunità (non mi pare proprio il caso di mettere questi feti accanto a tombe di persone defunte) La mia posizione la potete leggere sotto. Ho voluto aggiungere anche la posizione delle associazioni femministe che hanno aspramente criticato la proposta di delibera e che, tramite le loro rappresentanti in consiglio, cercheranno di cancellare il famoso art. 26 dal nuovo regolamento.

 

NUOVO REGOLAMENTO DI POLIZA MORTUARIA: Art. 26 SCELTA DI RISPETTO E DI DIGNITA’ DELLA PERSONA UMANA

 Un feto è molto più di un animale di affezione.

Trovo che l’istituzione di un’area all’interno del cimitero di Trespiano “destinata al ricevimento di feti che non siano stati dichiarati come nati morti, di prodotti abortivi e di prodotti del concepimento,” sia una norma di civiltà e di rispetto della dignità della persona umana.

Creare un luogo dove chi vuole – ripeto – chi vuole,  possa dare degna sepoltura a ciò che poteva essere un nuovo bambino consentirà alle persone di rendere omaggio a una cosa cara nella quale magari si erano riposte  aspettative importanti, sogni e progetti.

In questi mesi ho partecipato ad estenuanti discussioni in commissione se fosse opportuno o meno far nascere a Firenze un cimitero per gli animali d’affezione.  Creare un luogo fisico dove poter rendere omaggio un “caro” che ci ha fatto compagnia. Molti consiglieri in modo trasversale hanno considerato questa proposta ragionevole.  Non voglio mettere sullo stesso piano un bambino non nato con un animale da compagnia. Non c’è paragone o confronto sostenibile.

Voglio solo dire che se è rispettabile chi vuole rendere omaggio ad un animale defunto, a maggior ragione dei genitori mancati avrebbero diritto – se lo desiderano – di avere un luogo fisico per poter piangere un “progetto di figlio”.

E questo non è venir meno alla legge 194 o “istigare” a non abortire.  Il principio di laicità si sposa con quello di libertà.

Così come si è consentito recentemente nei quartieri lo svolgimento in sale pubbliche del cosiddetto funerale laico, allo stesso modo si deve consentire a chi lo desidera di seppellire il feto o il “prodotto abortivo” a chi lo vuol considerare il proprio figlio mancato.

Mi stupisco del clamore che la delibera sta suscitando. Già oggi è possibile avere questo tipo di servizio a Trespiano. Oltre 1.000 sono le famiglie che hanno deciso di avvalersi della possibilità di seppellire il feto di un bambino.

Il nuovo regolamento di polizia mortuaria non fa altro che individuare un luogo idoneo e delimitato. Dov’è lo scandalo?  Dov’è l’attacco alla laicità o alla legge 194? Si vuole rispolverare la polemica che il feto non è un bambino e pertanto va trattato come un comune rifiuto ospedaliero.

Ma per favore un po’ di rispetto per il dolore delle persone.  

                                                                        (Massimo Fratini comunicato stampa del 15 marzo 2012)

 

NOTA DI “LIBERE TUTTE” (rete di associazioni femministe)

La Giunta Comunale di Firenze, nella proposta di “nuovo regolamento dei cimiteri” inoltrata al Consiglio, introduce un comma che prevede la realizzazione di uno spazio specifico, all’interno degli ambiti cimiteriali, per i “prodotti abortivi ed i prodotti del concepimento”.

Sotto la forma di una normale norma burocratica, si concretizza  un attacco alla legge 194, con il feto che diventa persona. Si tratta di una grave ferita ai diritti delle donne, che vengono così colpevolizzate in quanto responsabili della morte dei bambini mai nati ai quali si dà sepoltura.

Chiedere ad una donna che sta per abortire se vuole o meno seppellire il proprio feto costituisce una vera e propria tortura psicologica, che interferisce crudelmente, in un momento particolarmente doloroso e difficile, con il diritto di scelta.

Siccome l’attacco diretto alla legge 194 risulta impopolare, si ripiega, seguendo le indicazioni delle autorità ecclesiastiche, su un accerchiamento, di cui sono parte l’estensione dell’obiezione di coscienza, che mette a rischio l’applicazione stessa della legge, ed interventi, dal valore altamente simbolico, come la realizzazione di spazi cimiteriali per i feti.

“Libere tutte” chiede alle consigliere ed ai consiglieri comunali di eliminare questo comma, che contrasta con lo spirito laico che dovrebbe ispirare sempre l’azione del Comune di Firenze.

                                                              Libere tutte   (nota del 16 marzo 2012 inviata ai consiglieri comunali)

 

 

Per rispetto alla verità mi permetto di aggiungere alcune note:

a)      nessuno ha intenzione di chiedere ad una donna che vuole abortire se vuole seppellire il proprio feto oppure no. Nessuna “tortura psicologica”. Anzi. E’ vero il contrario. Si vuol permettere di farlo a una donna che NON vuole abortire.

b)      Non mi risulta che le autorità ecclesiastiche si siano mai espresse nel merito della questione

c)       Nessuno ne ha parlato, ma il nuovo regolamento (l’ultimo risaliva a 43 anni fa) introduce maggiore  flessibilità rispetto al passato rispetto nella scelta del luogo di sepoltura dei propri defunti. Negli anni precedenti c’erano nome troppo rigide che hanno creato molti problemi. Tutti i cimiteri comunali potranno accogliere, indipendentemente dalla strada di residenza e nei limiti della disponibilità di posti,  defunti residenti nel comune al momento del decesso e che siano stati in vita coniugi o parenti entro il 3° grado di persone già inumate o tumulate nel cimitero.

 

Mi aspetto i vostri pareri, le vostre riflessioni, i vostri contributi a massimo@massimofratini.it  . I confronti aperti sono sempre molto utili. Servono per affinare le proprie idee. Prometto di rispondere a tutti.

 

 

LE ULTIME  DAL CARCERE MINORILE  “IPM MEUCCI” di via degli Orti Oricellari

Proseguono le iniziative per e nel carcere. Alcune attività sono state finalmente definite. Quindi si può finalmente partire:

 

  • Chiunque voglia organizzare con il proprio gruppo parrocchiale, sportivo, di partito, scolastico….. partite di calcetto, pallavolo, basket ecc. con i ragazzi del carcere può inviare una e-mail a: a.mirannalti@csfirenze.it
  • Chiunque voglia scrivere una lettera a un ragazzo ed iniziare una corrispondenza epistolare può scrivere a Paolo Pecchioli c/o IPM Meucci, via degli Orti Oricellari, 18 oppure scrivere a paolo.pecchioli@giustizia.it
  • Per quanto riguarda la possibilità di acquistare il gelato artigianale prodotto dai ragazzi, si dovrà aspettare ancora qualche giorno per poter avere tutte le autorizzazioni necessarie. Appena possibile vi farò sapere.
  • Molte cose bollono ancora in pentola. Alcune veramente importanti. Per scaramanzia non anticipiamo niente. Visto il grande successo di “carnevale in carcere”, se qualcuno desidera ritornare a visitare il carcere e a incontrare i ragazzi, magari mettendo in piedi una festicciola, me lo faccia sapere.

 

ECONOMIA FAMILIARE E NUOVI STILI DI VITA

Domenica 15 Aprile 2012 (intera giornata), nel salone dei 200 ci sarà la decima edizione del progetto cittadinanza dell’azione cattolica della Toscana. Ho contribuito come relatore a Fiesole al seminario di preparazione. Visto il calibro degli interventi e l’importanza del tema vi invito caldamente a partecipare. A chi è interessato posso inviare la brochure illustrativa

 

IL BILANCIO DEL COMUNE DI FIRENZE

E’ cominciata la maratona che ci porterà il 16 e 17 aprile all’approvazione del nuovo bilancio 2012 del comune di Firenze.

Ci sono stati consegnati i sei libroni da studiare e meditare. Ieri abbiamo cominciato ad analizzare le linee generali. Trovate qui il mio comunicato stampa sull’argomento http://press.comune.fi.it/hcm/hcm5353-7_4_1-Bilancio%2C+Fratini+%28Pd%29%3A+%22Nonostante+la+crisi+dimin.html?cm_id_details=61742&id_padre=4473

Da quanto ho potuto vedere finora, sono molto soddisfatto del risultato finale. Diciamo che è il massimo che si poteva ottenere nella drammatica situazione di crisi del nostro paese. Ricorderete che due mesi fa avevo preparato una mozione che chiedeva la possibilità di trovare 2 milioni di euro (aumentando l’irpef o con altro mezzo) per finanziare le due questioni più drammatiche che non erano state diminuite, ma CANCELLATE dalla eliminazione da parte del governo del fondo per la non autosufficienza. Se non ricordo male il taglio per la regione toscana superava i 60milioni di euro. Avevo chiesto al sindaco e all’assessore di trovare un milione per aumentare i contributi badanti (passando da 2,1 a 3,1 milioni) e un altro milione per contributi al fine di evitare gli sfratti per morosità (70 al mese nel solo comune di Firenze). Ebbene queste risorse sono state trovate attraverso una modulazione della percentuale dell’IMU che salvaguardia i possessori della prima casa e che stanga le seconde e terze case sfitte. Sul welfare cittadino dunque, il comune di Firenze investe addirittura più soldi dell’anno passato.  Vi sono poi maggiori risorse per la cultura, per progetti rivolti all’integrazione dei disabili nella scuola e nello sport, per il Maggio e per la Pergola, per gli asili nido. Ecc. Nel prossimo Frammenti il dettaglio della manovra.

 

L’ANGOLO DEI NUMERI

Inauguro oggi una nuova “rubrica” di Frammenti, segnalando qualche dato “che si commenta da solo” e su cui chiedo a tutti di fare delle riflessioni .

Dati marzo 2011.

Su 371.994 abitanti vi sono 184.043 famiglie

Di cui

84.517 composte da una sola persona  (45,9%)

26.250 composte da un genitore solo con un figlio (14,3%)

27.020  coppie sole (14,7%)

37.256 coppie con figli

9.000 altro tipo.

 

Il 75% delle famiglie di Firenze è composto da famiglie di una o due persone.

 

Dati febbraio 2012

I nuclei familiari nel 1981 erano 169.113 con 447.559 abitanti: 2,6 di media

A dicembre2011 erano 185.252 con  373.446 abitanti: 2,0 di media

 

Nel 1981 le famiglie con un solo componente erano 41.102 (24,30%)

Nel 2011 le famiglie con un solo componente sono 85.672 ( 46,2%)

 

Le famiglie con almeno 5 componenti sono passate dall’ 8% al 3% .

Questi dati sono soprattutto da imputarsi all’invecchiamento della popolazione che ha portato numerosi anziani (soprattutto vedove) a vivere da soli. Anche il forte aumento dell’immigrazione straniera ha causato l’aumento delle famiglie unipersonali perché sono molti gli stranieri, soprattutto nei primi anni dall’arrivo, a essere anagraficamente soli.

Secondo me oggi occorre ripensare a fondo il concetto di “politiche per la famiglia”.  Sempre di più occorre pensare a politiche “per l’accoglienza” per “l’assistenza”, per “l’integrazione”…per essere davvero al servizio della famiglia.

 

Aspetto i vostri contributi

 

In alto i cuori

 

Massimo Fratini

 

 

 

 

 

Articolo preso da http://nonsolosanjacopino.blogspot.com/

Intervista a Massimo Fratini Consigliere Comunale e residente nel rione

 

La rinascita di San Jacopino, dopo anni passati nell’anonimato e riqualificazioni rinviate, è certamente dovuta anche al contributo di uno dei suoi abitanti e Consigliere Comunale Massimo Fratini, che si è impegnato in prima persona ancora prima di diventare coordinatore dell’assemblea relativa dei 100 luoghi.

Fratini (iscritto al Partito Democratico) ha collaborato per tanti anni con l’Azione Cattolica di Firenze in particolare nel servizio dei più piccoli e dei più deboli. Ha gestito direttamente l’organizzazione delle più importanti manifestazioni cittadine degli ultimi anni. Dal 2001 al 2009 è stato presidente della Commissione Giovani e Sport del Quartiere 1 e nell’attuale giunta ricopre l’importante ruolo di Presidente della commissione di Bilancio. Lo abbiamo incontrato per alcune domande.

1. Massimo, sei sempre stato un fermo sostenitore dell’importanza dei quartieri, è stato questo che ti ha spinto a credere nel progetto di riqualificazione di San Jacopino attraverso l’assemblea dei 100 luoghi?

Essere stato per tanti anni consigliere di quartiere mi ha aiutato molto a entrare nel dettaglio delle questioni, a conoscere il territorio e le persone che lo abitano. In effetti fu grazie al quartiere che cominciò il primo laboratorio di partecipazione della città di Firenze, per la nuova piazza quasi 10 anni fa. La piazza che pensammo allora era molto diversa (per fortuna) a quella che abbiamo poi scelto oggi. L’esperienza insegna

2. Una piazza che era diventata un crocevia di strade e che adesso si appresta a ridiventare il fulcro del rione , un’area da vivere, un nuovo luogo d’incontro. Soddisfatto quindi?

Più che soddisfatto. Direi anche curioso e emozionato. Sono quasi 30 anni che vivo nel rione di San Jacopino e non ho mai trovato un vero luogo “identitario”. La piazza era ridotta a incrocio e parcheggio abusivo. Camminare per strada e non trovare più i pericolosissimi cordoli che c’erano prima, mi fa essere davvero contento. Il nuovo progetto, da noi soprannominato “il giardino dei ciliegi” ha l’ambizione di ridare identità a tutto il rione. Speriamo.

3. La tua collaborazione con il blog è stato il primo esperimento d’interfaccia tra Comune di Firenze e cittadini.

Le nuove forme multimediali riducono il contatto diretto con i cittadini e rendono immediata l’informazione e l’interazione. Nel caso di San Jacopino poi, aver trovato un cittadino che vive il suo blog come “servizio civile” ha consentito e consentirà di tenere un filo costante sull’andamento dei lavori. Diciamocelo chiaramente. Se c’è uno da ringraziare davvero, quello sei tu.

4. Un rione sempre più al centro di una Firenze rinnovata. Il nuovo Multiplex , la linea 2 della tramvia nell’area Belfiore: le attività che si stanno spostando verso la parte nord/ovest della città (dal Palazzo di Giustizia, la futura stazione dell’alta velocità ,al futuro nuovo Stadio nell’area Mercafir.) Non c’è il rischio che la zona venga ulteriormente schiacciata dal traffico?

E’ un rischio vero, concreto. Ma è anche una sfida. Guardiamo l’aspetto positivo. San Jacopino sarà la zona meglio servita di Firenze e quella con più servizi. Pensate: la nuova stazione Foster, il Parco della musica, l’università, il palazzo di giustizia, la linea due della tramvia. Trovatemi un’altra zona di Firenze con più servizi. Sarà compito della politica fare scelte che consentano ai residenti di essere i principali fruitori/attori di questa nuova “città” . Ma non nascondiamoci dietro un dito. Ci aspettano mesi difficili. I lavori per il rifacimento della piazza, la nuova linea due, il cambiamento della viabilità e dei percorsi dei tram non ci faranno stare tranquilli. Dobbiamo tutti collaborare. A partire da questo blog per scovare e risolvere i problemi che man mano si presenteranno

5. Altri però sono ancora i nodi da sciogliere, la sicurezza di Via Cassia per esempio. I residenti avevano presentato all’assessore Mattei una proposta di modifica alla viabilità senza dover pedonalizzare lo stretto, unitamente ad una considerevole raccolta di firme. A quando delle risposte concrete?

Il confronto sulla viabilità con l’assessore Mattei è continuo e proficuo. Ci siamo sempre detti che una soluzione definitiva sulla viabilità in via Cassia potrà essere presa in considerazione solo alla fine dei lavori sulla piazza e dopo il consolidamento della nuova viabilità sulla rotonda. Come sai, da oggi è stata posizionata la nuova rotonda. La viabilità ha cominciato a cambiare. Si cominciano a intravedere i primi problemi ad esempio la pericolosità in uscita da via Cassia o la richiesta di più spazi per lo scarico dei furgoni .

6. Senza contare il futuro incerto dell’area Ex fiat nel viale Belfiore.

Non mi sono occupato personalmente della questione. Quello che si sa è che i lavori sono fermi e all’orizzonte non si intravede a breve una soluzione definitiva. E’ davvero un bel problema. Vi terrò aggiornati

7. Un argomento caro ai residenti è il giardino di via Maragliano, piccola isola per i bambini e gli anziani. Tanti chiedono l’apertura anticipata rispetto al regolare orario per permettere il passaggio dal giardino alle scuole e l’estate una chiusura posticipata per godere un pò di fresco anche dopo cena, unitamente ad una migliore manutenzione del giardino.

Sono molto legato a quel giardino. Quando sono arrivato nel 1984, era stato appena aperto. Ci ho portato i miei figli quando i grandi alberi che ci sono adesso erano piccoli ramoscelli. Nel bene e nel male è il più importante luogo di aggregazione del rione. Come sapete recentemente è stato istallato un nuovo fontanello di acqua di alta qualità. Devo dire che ha riscosso uno strepitoso successo. Altra novità sono i nuovi giochi. Purtroppo il problema del giardino è la maleducazione e l’inciviltà di alcune persone che lo frequentano. Bisogna risvegliare in tutti un minimo di senso civico. Non essendo possibile avere sempre presente un presidio di polizia, occorrerebbe fondare un’associazione/comitato incaricato di gestire il giardino sul modello dell’ Area Pettini (nel quartiere 2). Ho già avuto un contatto importante con un bel gruppo di genitori. l presidente del Quartiere Stefano Marmugi ha dato la sua piena disponibilità a collaborare. Chi ha voglia di impegnarsi si faccia avanti. Sono d’accordo sul cambiamento degli orari di apertura e sull’apertura estiva . Ripeto: occorre un comitato di gestione/autogestione riconosciuto dal quartiere.

Segnalo che sto lavorando con l’assessorato all’istruzione per cercare di aprire un cancello per collegare direttamente il giardino con la scuola Verdi e con l’auditorium. Eviterebbe ai nostri ragazzi di passare da via Maragliano e potrebbe collegare direttamente la scuola media con la materna e con le elementari.

In ultimo ricordo anche la tua proposta di rifacimento dell’intonaco dei muri all’interno del giardino, con la collaborazione della scuola media, che sia poi colorato con dei murales .

8. Ci auguriamo che il tuo impegno nel rione e la collaborazione con questo blog possa estendersi anche a riqualificazione avvenuta. Sarà così?

Hai qualche dubbio?

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FRAMMENTI 39

FRAMMENTI N° 39

22 Febbraio 2012

QUANDO L’IDEOLOGIA SUPERA IL BUON SENSO (SECONDA PUNTATA)
In merito all’esenzione dall’imposta comunale sugli immobili riservata a tutti gli enti non commerciali, il Presidente del Consiglio e Ministro dell’economia e delle finanze Mario Monti ha comunicato al Vice Presidente della Commissione europea, Joaquin Almunia, la sua intenzione di presentare al Parlamento un emendamento che chiarisca ulteriormente e in modo definitivo la questione, sulla base dei seguenti criteri:
- l’esenzione fa riferimento agli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un’attività non commerciale;
- l’abrogazione di norme che prevedono l’esenzione per immobili dove l’attività non commerciale non sia esclusiva, ma solo prevalente;
- l’esenzione limitata alla sola frazione di unità nella quale si svolga l’attività di natura non commerciale;
- l’introduzione di un meccanismo di dichiarazione vincolata a direttive rigorose stabilite dal Ministro dell’economia e delle finanze circa l’individuazione del rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali esercitate all’interno di uno stesso immobile.
Il Presidente Monti auspica che l’iniziativa del Governo permetta alla Commissione europea di chiudere la procedura aperta nell’ottobre 2010.

 (Comunicato Ufficiale del governo Monti del 15 Febbraio 2012)

Dopo questo comunicato si è scatenata una vera e propria bagarre su tutti i media nazionali. Dopo una settimana – finite le polemiche – tento di ritessere le fila di un ragionamento.

 Nell’enciclopedia Treccani al termine “basito” si legge: sentirsi venir meno, svenire, sentirsi attonito, impietrito.  Ecco come mi sono sentito leggendo i giornali e ascoltando i TG nei giorni successivi al comunicato. “La chiesa finalmente paga il dovuto”, “ici e chiesa, assist dell’europa e Monti chiude la partita” “ici e chiesa: il plauso della UE” “i comuni: gettito da 600 milioni” e  il più bello di tutti quello di Repubblica: “un emendamento per far pagare l’ici agli immobili della chiesa” … E’ giusto che la chiesa cattolica paghi per gli immobili commerciali. Giustissimo. Ma…. La paga già.
Non occorre scomodare la Pira (amo la verità che è come la luce) per poter dire che siamo di fronte a una imponente manovra di mistificazione della verità. Bastano alcuni titoli a effetto. Basta sapere che la chiesa cattolica “finalmente” pagherà. Evviva (nessuno poi legge il contenuto e approfondisce il tema). Si chiamano politici a commentare il titolone e poi si allarga il campo e non si capisce più niente. Se ne parla per qualche giorno. Poi tutto passa nella marmellata mediatica che non consente di far fermare l’anima e le idee. Cosa rimane dopo? Solo il titolone: viva lo stato laico. Viva Monti che fa pagare “solo” la chiesa. Poi scavi un attimo (basta leggere i testi e non fermarsi ai titoli) e scopri che la realtà è molto più complessa e diversa.
Tutto il casino mediatico che è venuto fuori in questi giorni deriva ESCLUSIVAMENTE , ripeto: ESCLUSIVAMENTE dal testo INTEGRALE che ho riportato all’inizio.  Ognuno può leggerlo attentamente e farsi un’idea.
Quello che si è letto sui giornali è il commento a questo testo. NIENT’ALTRO CHE QUESTO.  Ci saranno nelle prossime settimane i provvedimenti legislativi che tradurranno in legge gli intenti espressi. Ebbene, parafrasando Gramsci anch’io sono e voglio essere un uomo di parte. L’essere di parte non mi esime dall’essere una persona libera, uno che pensa con il proprio cervello. Allora, dopo aver letto il testo integrale del comunicato, ho elaborato le seguenti riflessioni:

1.    Non si parla mai di chiesa cattolica, ma di “tutti gli enti non commerciali” . Ricordo che gli immobili della chiesa sono solo una piccola parte (mi risulta meno del 10%, ma devo verificare)
2.    Si annuncia di voler sopprimere la norma (introdotta da Berlusconi nel 2006) che consentiva di rendere esenti alcuni immobili grazie “alla attività prevalente dell’ente gestore”. L’unico criterio sarà la tassazione della frazione di unità dove realmente si svolge l’attività commerciale.
3.      La vera novità di questo comunicato è che – finalmente – si annuncia l’introduzione di un meccanismo che consenta di risolvere i casi dubbi individuando un rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali esercitate all’interno di uno stesso immobile

Proviamo a fare degli esempi. La cappella situata all’interno di un albergo commerciale gestito da una società a fini di lucro, oggi paga l’ICI (contrariamente a quello che normalmente si sente dire), domani no.  Il piccolo bar di una società sportiva senza fini di lucro oggi non paga l’ICI, domani SI.

Le case del popolo gestite da enti non commerciali ( più di un centinaio in toscana) domani pagheranno l’imu sulla porzione di fabbricato dove si fa commercio. Tutte le altre ( la gran parte) gestite da una società commerciale che pagano l’ICI per l’intero immobile, potranno defalcare dalla tassa  le sale a usi sociali

Insomma: chi deve pagare l’IMU la paga oggi e la pagherà anche domani, senza sconti. Chi fa opere sociali o di beneficienza non paga oggi e non pagherà domani. Se un ente non commerciale ha dei guadagni dalle attività che svolge è giusto che paghi tutte le imposte previste. Ma se svolge, senza lucro, attività a servizio dei cittadini va rispettato e , se possibile agevolato. Il decreto Monti aiuterà a salvaguardare questa impostazione. Ritengo che gli indirizzi contenuti in questo comunicato siano opportuni, equi e assolutamente condivisibili. Nel mio piccolo cercherò di sostenerli.

Ma allora perché questa pervicace insistenza nel pretendere che la notizia riguardi solo la chiesa, il concordato, il vaticano? Non lo so. Non mi interessa. Non mi interessano le polemiche fra la gerarchia ecclesiastica e i laicisti del momento, fra il vaticano e lo stato, fra la CEI e il governo. A me interessa solo che i cristiani  possano essere considerati cittadini come gli altri, senza privilegi da richiedere o da pretendere. Non mi piace la gogna mediatica nei confronti di chi cerca di vivere il vangelo nella quotidianità  e che si trova nel calderone di una chiesa supposta “aristocratica” e lontana dai problemi veri della gente.

UNA MIA PROPOSTA POLITICA
Rimane però un problema di cui si parla poco. Ma quanti sono questi immobili non commerciali? Quali sono? Il catasto non è affidabile (anche perché le situazioni cambiano in continuazione). Chi è esentato non deve denunciare l’immobile. Si continua così a rimanere nell’indeterminatezza. Manca un’anagrafe degli immobili Nei prossimi giorni presenterò una mozione in consiglio comunale che richiederà l’obbligatorietà della dichiarazione IMU ANCHE DA CHI E’ ESENTATO AL PAGAMENTO. E’ un’operazione di trasparenza urgente e necessaria.  Pensate a quanti immobili ci sono della chiesa, delle ferrovie, dell’enel, dell’inpdap ecc..  Se il comune avesse davvero a disposizione il censimento completo degli immobili potrebbe fare una gigantesca azione di recupero dell’illegalità e dell’evasione. Io ci provo. Poi vi farò sapere

VIA CRAXI O VIA FALLACI?
Ne consiglio comunale del 21 febbraio, si sono votate alcune mozioni che chiedevano l’intitolazione di strade ad alcuni personaggi. Anche qui molto polverone mediatico e poco arrosto. Infatti l’intitolazione delle strade è prerogativa del sindaco. Punto. Le mozioni di indirizzo servono solo per la polemica politica. Ma tant’è. Rendo conto del mio voto. Oriana Fallaci: favorevole (è stata pur sempre una grande fiorentina, anche se non tutto il suo pensiero era condivisibile, ma trattasi di persona coerente e sincera) Bettino Craxi: Contrario ( può essere stato anche un grande statista. Lo dirà la storia. A me è parso un fuggiasco condannato in contumacia). Bobby Sands: favorevole ( è morto portando alle estreme conseguenze lo sciopero della fame). Giorgio Spini  e Orazio Costa : Favorevole

CARNEVALE IN CARCERE
Oggi con altre 25 persone siamo stati al carcere minorile  di via degli orti Oricellari a festeggiare il carnevale insieme ai ragazzi. Cenci, frittelle e dolci ci hanno permesso di passare un pomeriggio indimenticabile. Nelle tre ore di visita abbiamo potuto toccare con mano la mole dei problemi e l’immensità e la bravura degli operatori. Un ragazzo straniero, fra i tanti, mi ha  raccontato la sua storia. Credo che farò fatica ad addormentarmi stasera.
Ci siamo presi l’impegno di avviare delle corrispondenze epistolari con qualcuno di loro, di tornare con piccoli tornei di calcetto e di basket, ma soprattutto di acquistare il gelato artigianale fatto dai ragazzi. E’ buonissimo. E’ un’attività che va incentivata. Pensate che un ragazzo del carcere è stato assunto da una famosa gelateria di Firenze. E’ possibile poi acquistare bici usate o cornici per quadri.  Chi fosse interessato me lo faccia sapere. Abbiamo promesso di tornare.

In alto i cuori

Massimo Fratini

FRAMMENTI N° 38

4 Febbraio 2012

ESENZIONE ICI: DIRITTO O PRIVILEGIO?

La storia di un malinteso, Il 30 gennaio 2012 il Consiglio comunale di Firenze ha affermato un principio “importante”: è’ l’ora di finirla con i privilegi della Chiesa. Basta con la politica delle esenzioni. Siamo uno stato laico e quindi la Chiesa deve pagare l’ICI. Lo ha fatto con 19 voti favorevoli 13 contrari e 2 astenuti. Per affermare questo principio si è votato una mozione (le mozioni hanno solo valore di indirizzo) che titola testualmente: “Abolizione esenzione ICI per gli immobili di proprietà degli enti religiosi e non profit di natura commerciale”. Come sappiamo, la legge 222/1985 recita: L’esenzione ICI spetta agli immobili “destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative o sportive, nonché delle attività di religione o di culto”. Quindi, udite udite, gli immobili di natura commerciale pagano GIA’ l’ICI. E’ stata approvata una mozione che non può avere effetto perché chiede una cosa che è già realizzata. Se una parrocchia, poniamo, possiede una pensione, un negozio o una libreria, paga l’Ici fino all’ultimo centesimo, anche se i suoi utili vengono reinvestiti a fin di bene. Abbiamo chiesto inutilmente di redigere una nuova mozione finalizzata a rintracciare e sanzionare chi commette abusi. Su questo tema ci deve essere il massimo impegno da parte di tutti. Abbiamo chiesto di riformulare meglio il concetto di esenzione, di rivedere il dispositivo finale, in modo da non scrivere cose inconsistenti. A nulla sono valsi i nostri appelli. Ordine di scuderia: la mozione andava votata così com’era. E’ stato detto chiaramente negli interventi che l’intento era ben altro. Si mirava a colpire i “privilegi” della Chiesa e degli enti no-profit. Basta con le esenzioni, chiediamo al governo di toglierle. Ora, a parte che il consiglio comunale non può rivolgersi direttamente al governo, ma non si è considerato che così rischia di venir meno il principio di sussidiarietà, che si colpiscono opere assistenziali indispensabili per i comuni in questo tempo di ristrettezze economiche (lo ha detto l’assessore Saccardi). Rispettiamo il voto della maggioranza, ma non lo condividiamo nel metodo e nemmeno nel merito. La pretestuosa campagna laicista che sta sollevando un gran polverone al grido di “stop ai privilegi del Vaticano” sta aggredendo quel poco di protezione sociale che è rimasta in piedi in Italia: ospedali, scuole per l’infanzia, oratori, doposcuola per i bambini indigenti, associazioni sportive, mense dei poveri, centri di accoglienza, case famiglia. A chi giova non lo sappiamo, ma, per quello che può servire, abbiamo votato contrario alla mozione.

(Enrico Bertini, Andrea Borselli, Massimo Fratini, Michele Pierguidi, Salvatore Scino – Consiglieri comunali del Partito Democratico – Intervento apparso su Toscana Oggi n° 5 del 5 febbraio 2012.)

 

La mozione di cui si parla era stata presentata alla fine del 2010: circa un anno e mezzo fa. Era stata assegnata alla commissione bilancio di cui sono presidente. Non ho mai analizzato il testo in commissione perché era palesemente errato. Chiedeva infatti una cosa che non esiste: l’abolizione di una esenzione che era già stata abolita. A più riprese ho invitato verbalmente il presentatore a ritirarla, a riscriverla, oppure a presentarne un’altra che condannasse gli abusi e gli eccessi in modo da perseguire chi se ne approfitta. Niente. Non ho ottenuto risposte. Nel frattempo ho fatto domande, indagini, verifiche e ho scoperto una cosa sconvolgente: la chiesa diocesana, le case del popolo, le associazioni sportive o di volontariato, quando utilizzano fondi a fini commerciali, PAGANO L’ICI. Questa straordinaria scoperta mi ha consentito ad esempio di verificare che la chiesa di Firenze paga oltre 100.000 euro l’anno di ICI al comune di Firenze (di cui oltre 10.000 per il convitto La Calza). In consiglio comunale, insieme ad altri consiglieri del PD, ho fatto di tutto per far ritirare o rivedere il testo. I colleghi, non hanno capito che non si voleva “addolcire” il testo, ma semplicemente evitare che si facesse una brutta figura lasciando immune da critiche chi commette abusi. A un certo punto della discussione qualcuno ha “dettato la linea” dicendo che andava votata così com’era. La mozione è passata. La frittata era fatta. Del PD solo Fratini, Scino, Borselli, Bertini e Pierguidi hanno votato contro. Ma la storia non finisce qui. Il giorno dopo io e Scino ci siamo fatti promotori di un testo articolato che spiega bene le nostre ragioni. Il testo, intitolato: “quando l’ideologia batte il buon senso” viene integrato e sottoscritto da 11 dico 11 consiglieri del PD. Fortunatamente qualcuno ha capito di aver fatto un errore nel votare la mozione. Evviva. Meglio tardi che mai. Qui trovate il testo integrale: http://press.comune.fi.it/hcm/hcm5353-2_2_1-Ici+e+immobili+degli+enti+religiosi%2C+%22Quando+l%27ide.html?cm_id_details=60978&id_padre=4473

Mipiacerebbe sapere la vostra : massimo@massimofratini.it .

Sul tema dell’ esenzione ICI ritengo valide le argomentazioni di mons. Crociata segretario generale della CEI (ha sostituito in questo incarico mons. Betori) che in una conferenza stampa, il 26 gennaio scorso, si è detto disponibile, in questo periodo terribile della finanza italiana ad accettare riduzioni alle esenzioni – nessun atteggiamento di riserva o contrarietà – ha detto testualmente. La chiesa è pronta a collaborare con lo Stato per «una legislazione sempre più puntuale», se è per «salvaguardare le fasce più deboli della popolazione». Crociata ha rinnovato quindi la «volontà dei vescovi italiani di osservare le leggi, così come lo Stato le formula». E ha voluto precisare che l’Ici «è una materia di tipo unilaterale, non è materia concordataria: è una legge dello Stato che tocca e interessa tutto l’ambito del non profit, che va ben al di là dei confini ecclesiali». Infine una domanda: ma perché non si ha la volontà di cercare chi commette abusi rispetto alla legge attuale? I radicali ultimamente a Firenze hanno scovato – a detta loro – 29 strutture ricettive non in regola. Perché al di là della propaganda politica non si ha davvero il coraggio di indagare su tutte le strutture della chiesa, del volontariato, dello sport, delle case del popolo per scovare e perseguire eventuali abusi? O si è ingenui o in malafede. Lo scopriremo solo vivendo!

- OVVIA- SONO PARTITI ILAVORI DI PIAZZA SAN JACOPINO

Finalmente sono partiti i lavori. Su questo tema mi sto impegnando molto. Speriamo a fine settembre di poter inaugurare la nuova piazza. Come sapete, c’è l’idea di mettere al centro della rotonda una statua raffigurante la conchiglia del pellegrino come ricordo di San Giacomo (santo da cui prende il nome l’intero rione). Un gruppo di cittadini sta organizzando per il giorno dell’inaugurazione una marcia/pellegrinaggio a Pistoia per ricordare san Giacomo. Notizie prossimamente. Per che vuole saperne di più visitate il blog dell’amico Marco Zecchi: http://nonsolosanjacopino.blogspot.com/

INIZIATIVA “BUON NATALE A UN CARCERATO” (seguito)

La situazione nel carcere fiorentino di Sollicciano è sempre terribile. Anzi sta peggiorando e degradando sempre di più. Due suicidi dall’inizio dell’anno. Situazioni di sovraffollamento intollerabili. Un giorno qualcuno chiederà conto a tutti noi come mai non abbiamo messo in pratica questa straordinaria e impegnativa opera di misericordia: occuparsi dei carcerati. Nel numero scorso di Frammenti ho lanciato l’iniziativa di collaborare con il carcere minorile. Tre le piste possibili: iniziare una corrispondenza epistolare con un ragazzo, comprare i gelati prodotti dal laboratorio di gelateria, andare a visitare i carcerati. Qualcuno si è fatto vivo rispondendo all’appello. Ma sono ancora pochi. Servono altre adesioni. Mi raccomando è importante. Per iniziare questo cammino, vi segnalo che il giorno 21 febbraio dalle 15,30 fino alle 17,30 visiterò il carcere minorile di via degli Orti Oricellari (angolo via della scala) con un gruppetto di persone. Chiunque voglia venire, me lo faccia sapere entro il 14 febbraio. Essendo un carcere, le visite devono essere previste e approvate dalla direzione. Per compilare la lista mi serve il vostro nome, cognome, indirizzo, luogo e data di nascita. I minori non sono ammessi (se non con l’autorizzazione scritta di entrambi i genitori). Serve la carta d’identità. Incontreremo il direttore e Paolo, responsabile dell’area educativa del carcere. Se ci sarà la possibilità incontreremo anche alcuni ragazzi in cortile. Vi aspetto. E’ un’esperienza che non vi lascerà indifferenti. Chi non potesse venire il 21 febbraio (capisco che le 15,30 è un’orario che non tutti si possono permettere) può sempre aderire alle altre idee proposte. A proposito: il 21 febbraio è il martedì grasso. Chi porta un po’ di frittelle e un po’ di cenci?

Vi aspetto in carcere

In alto i cuori

Massimo Fratini

San Jacopino: si parte finalmente

FINALMENTE CI SIAMO:
LUNEDI’ 23 GENNAIO SONO PARTITI I LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA SAN JACOPINO
Come promesso nell’ultima assemblea dei 100 luoghi pubblichiamo  il primo bollettino sullo stato di avanzamento lavori.  Inoltre, qui a lato trovate la calendarizzazione degli interventi.
Il termine dei lavori è previsto per metà settembre. Ovviamente ci aspettano alcuni mesi di disagio, ma con la collaborazione di tutti potremo riuscire a superare le difficolt�
Per aggiornamenti,  segnalazioni, suggerimenti , notizie relativi ai lavori o alla viabilità è necessario avere un contatto “in tempo reale” , perciò :
blog: http://nonsolosanjacopino.blogspot.com
oppure
cell. 3316214886 (Massimo Fratini coordinatore assemblea 100 luoghi san Jacopino )

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MA è giusto o no privatizzare l’ Ataf?

 

Non ero presente in consiglio comunale al momento di votare l’atto di indirizzo

che potrebbe portare alla privatizzazione dell’ Ataf.

Per questo ci tengo a precisare la mia posizione.

Privatizzazione Ataf: anch’io avrei votato sì.

Non ero presente in consiglio comunale lo scorso 22 dicembre a causa di importanti impegni di lavoro, ma se fossi stato presente avrei votato sì come hanno fatto i miei colleghi del Partito Democratico. Sarei entrato  anch’io nella lista dei “proscritti” da epurare, messo alla gogna sui pali dei semafori del centro.  Sento quindi il dovere  di rendere nota la mia opinione.

Il processo che avvia la privatizzazione del ramo gestionale di Ataf , votato dal Consiglio  lo scorso 22 dicembre,  è un evento che, per quanto “sofferto” e “doloroso”, è  inevitabile e necessario per dare all’azienda e ai suoi lavoratori prospettive per il futuro.

L’inevitabilità della scelta della privatizzazione sta (anche se viene poco detto e sottolineato),  nelle leggi di questi ultimi anni che hanno privato i Comuni  della possibilità di continuare ad avere proprie aziende di gestione del trasporto pubblico a cui affidare direttamente i servizi e alle quali  continuare a garantire le risorse necessarie per offrire livelli di servizio commisurati alla domanda dei cittadini a tariffe (cioè a prezzo del biglietto) sostenibili.

Vorrei che si tenesse tutti ben presente che al contrario dell’acqua, materia prima irrinunciabile e insostituibile, i servizi pubblici locali sono per legge aperti al mercato per favorire la concorrenza dei prezzi e sono soggetti a gara pubblica europea.  Fin dal 2000 ATAF svolge i servizi sul territorio, non perché è il braccio operativo dei Comuni soci (primo fra tutti il Comune di Firenze), ma perché ha vinto una gara concorrenziale indetta dalla Provincia di Firenze che è il vero “regolatore” del contratto, delle condizioni del servizio, del prezzo del biglietto e del “passaggio” al gestore  dei finanziamenti “aggiuntivi” dello stato attraverso la regione.

I Comuni hanno dunque perso il “governo” diretto del trasporto pubblico locale. Non solo   non dispongono più delle risorse  “ad hoc”, ma addirittura se operassero ricapitalizzazioni delle società  di gestione ancora di loro proprietà, violerebbero altre leggi (anche comunitarie) che vietano l’erogazione di aiuti pubblici ad imprese che “stanno sul mercato” come è appunto oggi Ataf .   I Comuni non possono fare il mestiere dell’imprenditore. Non possono stare sul mercato e competere direttamente con i privati  perché non possono affrontare i necessari processi di riorganizzazione ed investimento industriale che tali aziende devono intraprendere proprio per essere “competitive” e pronte rispetto alle sfide concorrenziali che le attendono.  Per Ataf e per le altre aziende toscane del tpl questo è ancor più vero alla luce del fatto che la “competizione” si “allarga” e diventa più impegnativa  per effetto dell’affidamento dei servizi che dovrebbe “spostarsi” dal livello provinciale a quello dell’intera regione a seguito della gara unica regionale di prossima uscita. E non è scontato che Ataf vinca la futura gara regionale……..

Ci aspettano tempi terribili. I tagli del governo e della regione sono  e saranno enormi. Si prevedono tagli sui finanziamenti e sui rimborsi/chilometro. Bene fa il sindaco Renzi a lottare per avere maggiori risorse per la peculiarità del territorio fiorentino minacciando di non partecipare alla gara regionale. Ma non possiamo tagliarci fuori. Sarebbe un suicidio.
Se una percentuale cospicua dei lavoratori di Ataf rischierà il posto di lavoro sarà per i tagli dei servizi, non sarà colpa della privatizzazione.  Anzi! Per garantire i posti di lavoro dei dipendenti, per mantenere i servizi ai cittadini a costi contenuti, per sviluppare le capacità produttive di Ataf, esiste una sola strada: prefigurare il passaggio della proprietà  dell’azienda a  veri operatori industriali del settore del tpl  che possono disporre ed impiegare risorse , mezzi, organizzazione e sinergie  d’impresa, per  assicurare la continuità e il rilancio dell’azienda stessa e le positive ricadute che la sua  presenza  ha garantito fin ora e deve continuare a garantire sul territorio,  sull’economia e sull’occupazione locale.

Altri sono i temi sui quali rivolgere le nostre preoccupazioni:  la gara regionale, i rimborsi/Km ridotti all’osso imposti dalla regione, la razionalizzazione del personale, la produttività del lavoro, la correttezza della futura gara, la gestione di Ataf spa dopo la scissione con Ataf gestioni, il coinvolgimento dei sindacati nelle scelte aziendali, la concorrenzialità dell’azienda.  Su questi temi intendo impegnarmi nei prossimi mesi offrendo anche, la dove richiesto, il mio personale contributo.

Massimo Fratini presidente della commissione Bilancio del comune di Firenze

BUON NATALE

 

                             

 

BUON NATALE A UN CARCERATO  (Frammenti 37)

 

Egr Sindaco, Spett. Consiglio comunale

Cogliamo l’occasione per partecipare anche noi a questo consiglio che prevede l’audizione del garante dei detenuti dott. Corleone……………Il sovraffollamento è cronico: senza troppe parole, numeri: su una capienza di 400 posti, siamo in 1100! Scusate la brutalità: un suino ha diritto in allevamento a 6,2 metri quadri a capo, noi ne abbiamo 2,6.

Essere tanti vorrebbe dire avere a disposizione molto più personale del Ministero, prima di tutto guardie carcerarie. Senza di loro non possiamo frequentare tutto ciò che serve al nostro reinserimento nella società che è lo scopo primario della detenzione: la nostra rieducazione ai valori di convivenza e civiltà. Le guardie sono sempre presenti per i nostri spostamenti dentro e fuori dal carcere, per i vari corsi scolastici, per le diverse attività lavorative, alle visite mediche interne e esterne.

Qui in carcere  tutto  si rallenta, si dilata, insieme ai tempi di consegna della posta e dei pacchi. Le cucine devono, con le stesse strutture di  400 persone, cucinare per 1.100 per tre volte al giorno. Tutto diventa difficile, rarefatto , facendoci vivere i giorni, i mesi e gli anni in un’Italia borbonica. E’ questa la nostra rieducazione? O è affidata solo alla buona volontà dei nostri educatori, troppo pochi, pochissimi, a volte unico baluardo davanti a un mare di richieste fondamentali per la nostra vita in carcere e futura, ma che si trasformano in inaccessibili. Le associazioni di volontariato, che ringraziamo per l’impegno, non ce la faranno mai ad assolvere tutte le nostre richieste: siamo tanti e non veniamo da realtà semplici……………(segue un elenco di proposte  precise e dettagliate per  “i politici”)

……….L’impegno attuale degli assessorati alla Sicurezza sociale del comune e della provincia saranno ridotti a causa dei tagli agli Enti locali.  E allora, quali prospettive per noi….? O si attivano degli strumenti  o buttate via le chiavi…………….

 

(5 dicembre 2011: lettera scritta da un gruppo di detenuti del carcere di Sollicciano al consiglio comunale di Firenze)

 

Cari fratelli e sorelle, con grande gioia e commozione sono questa mattina in mezzo a voi, per una visita che ben si colloca a pochi giorni dalla celebrazione del Natale del Signore. Rivolgo un caloroso saluto a tutti,…….. E saluto in modo speciale tutti voi, detenuti, manifestandovi la mia vicinanza. «Ero in carcere e siete venuti a trovarmi» (Mt 25,36). Queste sono le parole del giudizio finale, raccontato dall’evangelista Matteo, e queste parole del Signore, nelle quali Egli si identifica con i detenuti, esprimono in pienezza il senso della mia visita odierna tra voi. …… La Chiesa ha sempre annoverato, tra le opere di misericordia corporale, la visita ai carcerati. E questa, per essere completa, richiede una piena capacità di accoglienza del detenuto, «facendogli spazio nel proprio tempo, nella propria casa, nelle proprie amicizie, nelle proprie leggi, nelle proprie città»). Vorrei infatti potermi mettere in ascolto della vicenda personale di ciascuno, ma, purtroppo, non è possibile; sono venuto però a dirvi semplicemente che Dio vi ama di un amore infinito, e siete sempre figli di Dio. E lo stesso Unigenito Figlio di Dio, il Signore Gesù, ha fatto l’esperienza del carcere, è stato sottoposto a un giudizio davanti a un tribunale e ha subito la più feroce condanna alla pena capitale. ………………

Giustizia e misericordia, giustizia e carità, cardini della dottrina sociale della Chiesa, sono due realtà differenti soltanto per noi uomini, che distinguiamo attentamente un atto giusto da un atto d’amore. Giusto per noi è “ciò che è all’altro dovuto”, mentre misericordioso è ciò che è donato per bontà. E una cosa sembra escludere l’altra. Ma per Dio non è così: in Lui giustizia e carità coincidono; non c’è un’azione giusta che non sia anche atto di misericordia e di perdono e, nello stesso tempo, non c’è un’azione misericordiosa che non sia perfettamente giusta. …………

……………….So che il sovraffollamento e il degrado delle carceri possono rendere ancora più amara la detenzione: mi sono giunte varie lettere di detenuti che lo sottolineano. E’ importante che le istituzioni promuovano un’attenta analisi della situazione carceraria oggi, verifichino le strutture, i mezzi, il personale, in modo che i detenuti non scontino mai una “doppia pena”; ed è importante promuovere uno sviluppo del sistema carcerario, che, pur nel rispetto della giustizia, sia sempre più adeguato alle esigenze della persona umana, con il ricorso anche alle pene non detentive o a modalità diverse di detenzione. 

Cari amici, oggi è la quarta domenica dell’Avvento. Il Natale del Signore, ormai vicino, riaccenda di speranza e di amore il vostro cuore. La nascita del Signore Gesù, di cui faremo memoria tra pochi giorni, ci ricorda la sua missione di portare la salvezza a tutti gli uomini, nessuno escluso. La sua salvezza non si impone, ma ci raggiunge attraverso gli atti d’amore, di misericordia e di perdono che noi stessi sappiamo realizzare. Il Bambino di Betlemme sarà felice quando tutti gli uomini torneranno a Dio con cuore rinnovato. …..

………Vorrei terminare dicendovi che la Chiesa sostiene e incoraggia ogni sforzo diretto a garantire a tutti una vita dignitosa. Siate sicuri che io sono vicino a ciascuno di voi, alle vostre famiglie, ai vostri bambini, ai vostri giovani, ai vostri anziani e vi porto tutti nel cuore davanti a Dio. Il Signore benedica voi e il vostro futuro!

 

(18 dicembre 2011: Benedetto XVI ai detenuti del carcere di Rebibbia)

 

Sono stato in questi giorni alla chiesa di San Francesco di Fiesole e nella sacrestia ho contemplato gli  splendidi affreschi raffiguranti le 7 opere di misericordia. Mi ha colpito la lunetta “visitare i carcerati”. Mi ha talmente colpito che ho deciso che quest’anno i miei auguri di Natale passeranno attraverso una piccola riflessione sulla realtà del carcere. Del resto se ne è occupata anche l’attualità politica: consiglio comunale e il Papa: visita a Rebibbia.

Gandhi ha lascito scritto “Il livello di civiltà di un popolo si misura dal rispetto che esso nutre per gli animali”. Mi verrebbe da aggiungere: Un detenuto non vale più di un animale? Eppure  le condizioni di vita nella maggior parte dei carceri italiani sono disumane.  Gli istituti di pena, secondo le normative vigenti, dovrebbero svolgere la nobile funzione di riabilitare coloro che si sono macchiati di reati.  Ma non è una vergognosa menzogna?

Le carceri in Italia, salvo rare eccezioni, sono laboratori criminali, in quanto moltiplicano all’ennesima potenza, i germi del male presenti in un uomo che delinque.

Pensiamo a un giovane finito in un istituto di pena per un piccolo furto: l’esperienza del carcere sarà devastante in assenza dei più elementari diritti umani, simile a un girone infernale che lo segnerà per tutta la vita.  I casi di suicidio in aumento sono un inquietante segnale. Come potrà uno Stato che si comporta in questo modo, ottenere rispetto e pentimento da quegli uomini?

 

Mi sono chiesto: cosa posso fare io. Oggi. Qui? Vi faccio una proposta. Perché non convogliamo il nostro buonismo natalizio verso un’opera di misericordia?

Ecco cosa vi propongo per augurarci vicendevolmente BUON NATALE.

 

Come molti di voi sapranno, da  anni collaboro con il carcere minorile IPM Meucci di Firenze (via degli Orti Oricellari). E’ un carcere di ragazzi, di giovani. Aperti alla speranza e al futuro. Spesso vado a trovarli portando iniziative e attività sportive culturali ecc. Conosco tanti ragazzi e vi posso garantire che la voglia di futuro che si respira è impressionante, assieme alla consapevolezza di avere pochi strumenti per costruirsi opportunità vere una volta fuori. Ebbene, parlando con il direttore del carcere, ci sono venute in mente due idee che vi proponiamo:

 

  1. Grazie all’acquisto di nuovissimi macchinari, da qualche mese è attivo all’interno del carcere un laboratorio di gelateria artigianale che serve per professionalizzare alcuni volonterosi ragazzi. Il carcere non ha, non può avere per ovvi motivi,  una rivendita all’esterno (non si può vendere ma solo chiedere un’offerta). Quindi ecco la proposta: quando fate una festa, un incontro, un forum, ordinate qualche chilo di gelato. Ve lo garantisco: è davvero buonissimo e i prezzi……….direi stracciati. (le offerte  vanno direttamente  ai ragazzi). Inoltre il carcere ogni  tanto apre una “piccola rivendita a offerta” in via della scala angolo via degli Orti Oricellari. Mandate una e-mail al direttore fiorenzo.cerruto@giustizia.it  Così sarete inseriti nella mailing list che vi segnalerà le aperture. E poi…. Potete sempre ordinarlo per voi…… il gelato.

 

  1. Questi ragazzi hanno principalmente bisogno di due cose: di imparare a scrivere in italiano, (la maggioranza è straniera o non alfabetizzata) e di aprirsi all’esterno (le poche volte che capita). Per questo chiedo a tutti voi di scrivere una cartolina di Buon Natale e/o Buon anno con dedica ai ragazzi del “Meucci”, (indirizzo: Direttore – IPM Meucci, via degli Orti Oricellari, 18  – 50123   Firenze) segnalando anche la vostra eventuale disponibilità ad entrare in corrispondenza con un ragazzo. Per motivi di privacy il vostro indirizzo non sarà comunicato. Pensate quanto potrebbe essere importante per un ragazzo, prendere carta e penna e raccontare la sua vita. Gli insegnati potrebbero aiutarli. Quindi doppia valenza: imparare a scrivere l’italiano e ricevere calore umano.   I pigri o i diffidenti possono sempre usare l’indirizzo e-mail. fiorenzo.cerruto@giustizia.it L’importante è rispondere a questo appello.

 

  1. Se a qualcuno poi interessasse andare a trovare questi ragazzi di persona, fatemelo sapere. A gennaio organizzeremo una visita e un incontro con le persone coinvolte in questa iniziativa.

 

Auguro a tutti che quest’anno SIA DAVVERO un Buon Natale per voi e per le persone a cui vi rivolgerete attraverso questa “opera di misericordia”. 

 

BUON NATALE  A UN RAGAZZO CARCERATO E  A TUTTI NOI.

 

In alto i cuori

 

Massimo Fratini

Frammenti 36 visto da La Nazione