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N° 8 – 3 dicembre 2006

 

FRAMMENTI n° 8

 

“Questo libro parla di un’esperienza che noi, famiglia fiorentina, stiamo vivendo in Turchia: un’esperienza che nasce dall’incontro quotidiano con la gente, dal vivere con loro, in una casa di un quartiere popolare di città. Una storia che si svolge nei bazar, nei mercati e nei luoghi dove la gente si trova per bere il cay – il buon the turco – e dove abbiamo ricevuto e accettato numerosi inviti a entrare nel loro privato: case, botteghe, moschee e ovunque ci sia data la possibilità di incontrarci per stare insieme cercando di comprende – e di far capire – il senso della nostra presenza……..

………“Sono solo! Da solo cosa posso fare? Anche se faccio quello in cui credo, cosa vuoi che cambi? Tanto ormai……il mondo va così”

Basta con queste solite formule di discolpa. Eppure la mia scelta ha la capacità e le potenzialità di spezzare l’abitudine, di accettare scelte imposteci da altri, dall’esterno, dal sistema. Chiudendo con i vittimismi è meglio rispolverare un po’ del nostro sano orgoglio di sentirsi vivi e capaci di gestire la nostra vita.

Dice bene il filosofo Lao-Tse: “Anche un viaggio di mille miglia, comincia con un solo passo” La mia scelta ha però anche la possibilità di non concorrere a creare la vita, felicità e apertura;….dobbiamo scuoterci.

E’ difficile pensare che io, piccola esistenza , possa cambiare qualcosa con la mia volontà. Difficile, ma non impossibile. Dobbiamo recuperare la fiducia in noi stessi………Siamo noi gli artefici del nostro destino e di quello degli altri; potremo dire in prima persona “e vissero felici e contenti”, solo quando avremo privilegiato il bene di tutti rispetto al nostro, non mortificandoci, ma comprendendo che è nella condivisione che sta il bene della vita di tutti.

Dom Helder Camara diceva:

“Se si sogna da soli, è solo un sogno; se si sogna insieme, il sogno diventa realtà.”

 

tratto dal libro DOST –AMICO – cinque anni nella Turchia dell’est . di Roberto Ugolini – editore EdM

Il libro che vi segnalo oggi, e di cui ho riportato il brano iniziale e il brano finale, narra la storia di una famiglia. Il padre Roberto, la moglie Gabriella e la figlia Costanza, nel 2000 , dopo un lungo percorso interiore, decidono di lasciare Firenze, il lavoro, la casa, le sicurezze del mondo, per andare ad abitare cinque anni in Turchia. Non sono missionari, – in turchia non c’è libertà di culto – sono semplicemente una famiglia che ha fatto la scelta di condividere la propria quotidianità in un mondo che aveva catturato la loro anima. Dicono nell’introduzione: un giorno tutti e tre ci siamo chiesti: “ che senso ha la mia vita? Quale senso vorrei darle? Che cosa è importante e prioritario per me? C’è stato per noi come un lento e graduale risveglio alla vita.

Ho conosciuto Roberto e Gabriella l’anno scorso. La visita del Papa in Turchia me li ha riportati alla memoria. Mi ricordo perfettamente la loro semplicità nel raccontare la loro semplice storia. Il mettersi al servizio degli altri è stato il come compimento dei loro più profondi desideri. Non è stata la loro una scelta solamente religiosa, ma soprattutto un andare alla ricerca di senso..

Ricercare il valore delle piccole cose. Questo emerge dai loro racconti. Una povera quotidianità vissuta in maniera grandiosa.

Ricercare sempre con costanza e dedizione il sostegno alla vita quotidiana delle persone, credo che sia oggi uno delle idee più importanti per la quale vale la pena spendersi. Anche in politica. L’aiuto e il sostegno alla quotidianità, alla normalità, alla ferialità è da sempre una delle motivazioni più forti del mio agire politico. Per questo vi segnalo alcune iniziative:


CIRCUS BEHIND THE WALLLe guerra fra israeliani e palestinesi è da anni all’ordine del giorno dell’agenda politica. Insieme a qualcuno di voi, ho cercato di trovare un segno,un evento che potesse aiutare la quotidianità delle persone che vivono sotto le bombe.Abbiamo deciso di privilegiare i bambini sostenendo la costruzione della prima scuola di circo in Palestina, a Ramallah!!Domenica 10 Dicembre alle ore 21,00 presso la chiesa di Santo Stefano al Ponte Vecchio – piazzetta Santo Stefano – ci sarà una esibizione di arti circensi alla quale non potete mancare. Assisteremo ad una kermesse di artisti per un evento POETICAMENTE POLITICO con raccolta fondi per acquistare il materiale necessario e per pagare aereo e permanenza ad alcuni artisti resisi disponibili a formare a Ramallah i futuri insegnanti della scuola.

E’ una goccia nel mare. Questo progetto è un sogno che –come diceva Helder Camara- può diventare realtà se lo si sogna insieme.

DAVVERO NON POTETE MANCARE…..è uno spettacolo che riscoprirà il bambino che è nascosto in ciascuno di voi.

Si può prenotare al 055 2767624 o al 055 2767262. Oppure se mi chiamate posso darvi i biglietti di ingresso.

La locandina la trovate cliccando al www.comune.fi.it/comune/organi/q1/loc_cbw.pdf


IN MEMORIA DI ARCANGELAA fine Ottobre è morta Arcangela. Una perla preziosa incastonata in un fragile corpo. Arcangela era una scrittrice, autrice di storie, di drammatizzazioni teatrali, ma soprattutto di fiabe. L’arte del raccontare storie era la sua vita, la sua passione interiore. E’ riuscita ad insegnare l’arte del raccontare fiabe a tante tante persone. Un mese prima di morire, mi chiese di aiutarla a realizzare nel Quartiere 1 un progetto chiamato Chi vuol fiabe? Chi vuole ? Storie delle storie del mondo………..C’era una volta . Il progetto era ambizioso: insegnare agli anziani l’arte dell’inventare storie. Con in prospettiva una sceneggiatura o un libro.Mi è parso subito un modo eccezionale per servire davvero la quotidianità delle persone.Mi sono sentito con Valentina, l’amica fidata che collaborava al progetto con Arcangela. Le ho chiesto di continuare da sola il lavoro.

Insomma…..:a Gennaio partiranno due corsi di Laboratori di fiabe in due centri anziani e un corso per ragazzi in un centro giovani.

Confesso che sono molto emozionato. E’ un modo splendido per onorare la memoria di una persona straordinaria.

I laboratori sono gratuiti. Chi fosse interessato, me lo faccia sapere.


LE RETI DI SOLIDARIETA’Nei 5 quartieri un grande servizio alla quotidianità lo svolgono le reti di solidarietà: una rete Amica per aiutare ed essere aiutati.Ogni quartiere ha la propria Rete. Le Reti di Solidarietà sono un servizio chi i Quartieri e le forze del volontariato offrono ai cittadini: un modo per mettere in contatto chi ha bisogno di aiuto con chi può aiutare. Servono a fornire le risposte più complete e tempestive possibili, coordinando ed integrando gli interventi del volontariato con i servizi pubblici. Basta chiamare il numero della Rete del Quartiere di residenza per avere le informazioni necessarie. Il volontario che risponde al telefono individuerà l’associazione di volontariato o il servizio pubblico adatti a fornire interventi adeguati.

Chi ha della disponibilità di tempo da offrire si faccia avanti. E’ un buon modo di prepararsi al Natale. Principali servizi richiesti: compagnia domiciliare, uscite per passeggiate e accompagnamenti vari, aggregazioni sociali e ricreative, acquisto farmaci, ausilio e disbrigo pratiche, spesa a domicilio.

Quartiere 1: 055 – 2767611

Quartiere 2: 055 – 667707

Quartiere 3: 055 – 6810079

Quartiere 4: 055 – 3282521

Quartiere 5: 055 – 2767070

Credo molto nel valore delle piccole cose: suscitare un sorriso, riscoprire l’importanza di un gioco, godere di una cosa bella, raccontare fiabe, far compagnia ad un anziano, non è poesia: è vita. Nella vita concreta di tutti i giorni, lavorare per la “normalità”, mentre tutt’intorno piovono bombe o vengono abbandonati gli anziani, credo sia una sfida che vale la pena di essere raccolta.

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