n° 14 – 17 settembre 2007
IL PARTITO DEMOCRATICO: UNA SCOMMESSA SUL PRESENTE
Noi cattolici democratici affrontiamo, nella politica, la sfida della costruzione del futuro con la convinzione che proprio nel momento del crollo delle ideologie totalizzanti i nostri valori di fondo sono ben saldi e possono diventare patrimonio comune: l’impegno nelle istituzioni e nella società civile, improntato allo spirito di solidarietà e al rispetto della persona. Questi valori e queste sensibilità vogliamo alimentare e condividere nel nuovo partito.Vogliamo che il Partito Democratico sia non solo un nuovo partito, ma soprattutto un partito nuovo, in cui si incontrano le tradizioni che si ispirano alle migliori esperienze delle forze popolari e riformatrici della storia italiana. Il nostro obiettivo è un incontro nel quale le diverse radici e tradizioni possano essere riconosciute e valorizzate, in una prospettiva che condivide l’attenzione alle relazioni sociali, la lotta contro le emarginazioni, il rispetto per la vita e per la persona.Il Partito Democratico vuole superare i pregiudizi di una geografia della politica che distingue temi di sinistra e di destra, quali come innovazione o conservazione, responsabilità o libertà, accoglienza o sicurezza. La realtà impone a tutta la politica dei temi; tradizioni e sensibilità diverse danno a questi temi risposte diverse.
Il Partito Democratico, a forte vocazione maggioritaria, è destinato a segnare l’evoluzione della politica italiana. Vuole essere un partito popolare, che costruisce la sua politica attraverso l’impegno, la passione e la fatica di tante persone. Vuole essere un partito nazionale, radicato nella varietà del territorio italiano. Vuole dare spazio alla partecipazione e alla discussione di uomini e di donne, al fine di promuovere una nuova classe dirigente e contrastare ogni concezione aristocratica e oligarchica della politica.
(Tratto da Cattolici per il partito democratico “Manifesto di Assisi” 1 e 2 settembre 2007)
Il partito democratico. E’ arrivata l’ora di prendere il largo.
Quando si parte si hanno molte paure perché non si né dove né quando arriveremo, ma l’importante è partire. Mi ha molto colpito una riflessione di Franco Vaccari sul nuovo libro: “Portici – politica vecchia nuova passione” che dice testualmente:
“ E’ sul passato che costruiamo il futuro. Ma è anche vero che il passato, in certi casi, lo frena, addirittura lo blocca. Così scoppiano le rivoluzioni. La realtà va avanti e precede le nostre capacità di comprenderla. La preoccupazione per una rottura traumatica con le proprie tradizioni è giusta, perché devastante. Ma, ugualmente, attardarsi e ostinarsi sul passato e sui suoi linguaggi significa essere spazzati via. Lo sguardo va posto sul futuro, per una sana custodia del passato, senza subirne la subdola prigionia”
Queste parole esprimono bene i sentimenti di entusiasmo e insieme di paura per il futuro che generalmente si ha nei confronti del PD. In questi giorni incontro tante persone che mi chiedono conto della nascita del partito democratico. Molte le domande: ma ci si deve iscrivere per votare il 14/10? Quanto si paga? Ma Veltroni è davvero affidabile come sembra? Cosa pensi di Rosy Bindi? E le istanze di Beppe Grillo? Cosa vuol dire laicità della politica? Come ci collocheremo in Europa? Cosa si pensa dell’aborto? E altre simili. Sono 6 anni che mi occupo di politica: non ho mai trovato tanto interesse alle questioni politiche come in questo periodo. Riscontro interesse varo, ansia di partecipazione, voglia di poter dire: “ voglio esserci anch’io.”
Sono molte le voci di coloro che non ripongono grosse speranze in questo nuovo partito. Fusione fredda, – si dice – operazione di vertice dove la base non non è coinvolta.
Personalmente sono molto ottimista sul futuro del PD. Sono perfettamente consapevole dei problemi sul tappeto e delle difficoltà che ci sono lungo il cammino, ma ritengo che il dialogo vero è sempre portatore di novità e di speranza. Il meglio della tradizione socialista e il meglio della tradizione cattolico popolare hanno deciso di mettersi intorno ad un tavolo per condividere e cercare di incarnare le tante istanze che si condividono. Dialogo appunto. Concreto e serrato. Portando ognuno il meglio di se senza sotterfugi e infingimenti.
E quando si parla per costruire, senza pregiudizi ma con la volontà dell’ascolto reciproco – permettemi – BISOGNA PER FORZA ESSERE OTTIMISTI.
Il manifesto di Assisi, che trovate a questo indirizzo http://www.margheritaonline.it/margherita/attachments/manifesto_assisi_ultimo_solo.pdf
definisce benissimo i motivi del mio entusiasmo.
MERCOLEDI’ 19 SETTEMBRE 2007 ALLA CASINA ROSSA
Per riflettere insieme sulla costituzione del futuro partito democratico, per capire le modalità di votazione e le liste del 14 ottobre, ho invitato Gianni Salvadori attuale assessore ai servizi sociali e allo sport della regione toscana. E’ un’occasione unica per confrontarci sui nostri “mal di pancia” e per ripeterci i motivi veri e coinvolgenti della scelta di questo nuovo partito.
Hanno assicurato la partecipazione anche Nicola Perini (consigliere comunale) e Alessandro Martini .
IL GRUPPO UNICO AL QUARTIERE 1
COORDINATORE DELLA MARGHERITA DEL Quartiere 1.
LAVAVETRI E DINTORNI
Vi aspetto il 19 settembre alla Casina Rossa